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| Easy-care |
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[isi-cher] - Termine inglese che significa di facile manutenzione. 1. Stoffe e capi trattati con speciali appretti oppure realizzati con mischie di fibre sintetiche, che si lavano ed asciugano facilmente e che in genere non necessitano di stiratura. 2. Significa di facile manutenzione. Dicasi delle stoffe e dei capi trattati con speciali appretti che si lavano e si asciugano facilmente e che in genere non necessitano di stiratura. |
| Echancré |
| Voce francese. Si usa per indicare abiti o giacche tagliati in vita. |
| Ecolabel® |
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Voce composta da Eco (ecocompatibile) + label, termine inglese che significa "etichetta". Marchio registrato Un fiore è il simbolo dell'Ecolabel. E' il sistema di etichettatura ecologica approvato dall'Unione Europea (Regolamento CE n. 1980 del 17.07.2000), applicabile a tutti i "Prodotti tessili" (comprende Capi di abbigliamento, Prodotti tessili per interni, Filati e Tessuti), che attesta che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita; iniziando dall'estrazione delle materie prime, dove vengono considerati aspetti volti a qualificare e selezionare i fornitori, passando attraverso i processi di lavorazione, dove sono gli impianti dell'azienda produttrice ad essere controllati, alla distribuzione (incluso l'imballaggio) ed utilizzo, fino alla smaltimento del prodotto a fine vita. Gli aspetti che sono analizzati, in particolare, sono il consumo di energia, l'inquinamento delle acque e dell'aria, la produzione di rifiuti, il risparmio di risorse naturali, la sicurezza ambientale e la protezione dei suoli. Tra gli elementi che hanno un maggior impatto negativo sull'ambiente vengono individuati i più rilevanti, e per ciascuno di essi sono stabiliti precisi limiti che non possono essere superati. E' escluso l'uso di sostanze che possono essere dannose per la salute umana. E' uno strumento di adesione volontaria, e l'ottenimento del marchio costituisce un attestato Sito internet: http://www.eco-label.com/italian/ |
| Ecomoda |
| Movimento d'opinione che chiede una moda rispettosa dell'ecologia. |
| Ecopelle |
| (o fintapelle o vinpelle) è un tessuto che ha l'aspetto della pelle o del cuoio ma non è realizzato con materia animale può essere composto da un tessuto o una maglina su cui viene spalmato del materiale plastico. |
| Ecossais |
| Voce francese. In italiano: Scozzese. |
| Ècru |
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Termine francese che significa greggio, crudo. 1. Colore, dal tipico aspetto greggio, di filato o tessuto non candeggiato (candeggio). 2. Colore naturale, tra il giallo e il grigio, simile a quello di certe tele greggie. 3. Termine usato per descrivere filati o tessuti come seta o lino nella loro condizione originaria grezza, ossia né sbiancate né tinte. Il colore ecru è difficilmente definibile essendo strettamente legato al colore originale delle fibre tessili naturali, differente tra fibra e fibra e condizionato e modificato da molti fattori come le lavorazioni e i lavaggi. |
| Edelweiss |
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Dal tedesco; propriamente "bianco nobile", usato in Italia al maschile. Nome largamente diffuso anche in Italia del Leontopodium Alpinum, detto comunemente "Stella alpina". Motivo, disegno, usato soprattutto nella maglieria di capi sportivi invernali unisex. |
| Effetto |
| Sistema d'intreccio che partecipa alla formazione del disegno nelle stoffe operate. |
| Effetto minuto |
| Si usa per indicare un tessuto con disegno a soggetti tanto piccoli da sembrare quasi a tinta unita. |
| Effetto di tessitura |
| Cambiamento deliberato nella struttura della superficie di una stoffa. Viene ottenuto in parte attraverso una modifica dell‘armatura base in uno o in entrambi i sistemi di filo (ordito e trama) per dare vita ad un motivo in rilievo sul tessuto liscio. |
| Effetto lucido |
| Finitura dei risvolti o dell’intera parte del bavero dei risvolti, attraverso la quale si conferisce alla superficie uno strato di tessuto lucente. Viene utilizzata in completi formali, giacche da cocktail e giacche da sera. |
| Élastan (Elastam) |
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Dal francese élasthanne. Fibra sintetica costituita per almeno 85% da poliuretano segmentato; non è utilizzata da sola ma in appoggio ad altre fibre, sia naturali che sintetiche, ed il contenuto nei vari manufatti può variare dal 2-3% fino a oltre il 20%. Ha una grandissima elasticità intrinseca, ma le sue caratteristiche preminenti rimangono quelle della fibra di base, con l'aggiunta dell'elasticità, che ne arricchisce il valore. Il tessuto elastico, se opportunamente lavorato, non si deforma durante l'uso e il suo allungamento permanente non supera il 2%. L'introduzione di questa tecnofibra ha letteralmente rivoluzionato molti settori dell'industria tessile La fibra è prodotta estrudendo attraverso una filiera il poliuretano fuso, solidificando il filo per raffreddamento (filatura "Melt", tecnologia diffusa soprattutto in Asia), oppure sciolto in solvente poi estratto con acqua (processo ad umido) o con gas caldo, normalmente azoto (processo a secco). La fibra è prodotta, generalmente, trasparente (clear), oppure bianca con l'aggiunta di cariche inorganiche. La produzione comprende una vasta gamma di titoli che vanno da 8 a 235 dtex per l'uso tessile e fino a 7000 dtex per altri usi. I titoli fino a 33 dtex possono essere prodotti a singola bava, mentre i titoli maggiori sono multibava (da 2 a diverse decine). Il filo è commercializzato avvolto su bobina, subbio oppure in nastri intrecciati ("knitted tape"). IMPIEGHI: I vantaggi offerti dalla elasticità sono sopratutto apprezzati in capi d'abbigliamento confortevoli per il tempo libero, negli articoli denim, in quelli di velluto a coste, costumi da bagno, maglieria, corsetteria, calze e collant, vestiario in genere. Negli Stati Uniti, Canada e Australia è più utilizzato il nome Spandex, mentre nel resto del mondo quello di elastane. Normalmente è più nota con i marchi di fabbrica: Cleeerspan® (RadiciGroup), Creora® (Hyosung), Dorlastan® (Asaki KASEI Group), Elaspan® (Invista), Glospan® (RadiciGroup), Linel® (Fillattice), Lycra® (Invista), Roica® (Asaki KASEI Group). CODICE TESSILE: EA (EURATEX) STORIA - Gli studi sul poliuretano cominciano nel 1937 presso i laboratori di ricerca della Bayer. Nel 1939 Paul Schlack ottiene un polimero ad alto peso molecolare caratterizzato da proprietà elastiche. Nel 1951 W. Brenschede attraverso un procedimento di filatura ad umido ottiene la fibra denominata "Vulkollan". Nel 1959 la DuPont mette a punto un procedimento di filatura a secco grazie all'opera di Mark D. Snyder e Joseph C. Shivers e nel 1962 immette sul mercato la prima vera fibra poliuretanica con il nome di Lycra®. Inizialmente fu utilizzata solo nei tessuti e nelle calze medicali, perché la tecnologia di allora consentiva di produrre solo titoli grossi; ma già nel 1964 viene presentato un costume da bagno contenente Lycra®. Negli anni '70 la ricerca si concentra sulla produzione di titoli più fini, ma è agli inizi degli anni '80 che gli elastomeri entrano sul mercato dell'abbigliamento (non solo quello iniziale dell'intimo), ed è presente in modo massiccio in diversi tipi di filato, nei tessuti stretch e negli elasticizzati dagli anni '90. |
| Elasticità |
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(fibra) Da elastico. Proprietà della fibra di ritornare alla lunghezza primitiva dopo essere stata tesa o compressa. Si misura calcolando il modulo elastico iniziale che dipende dal comportamento della fibra sotto tensione, calcolando l'angolo di recupero, cioè la piega che rimane al tessuto che sia stato tenuto piegato sotto peso per un tempo determinato, ed esaminando l'allungamento alla rottura, cioè il massimo allungamento che la fibra sotto torsione può raggiungere senza spezzarsi. Le fibre fortemente dotate di questa proprietà si dicono elastiche (esempio: seta e lana); quelle invece che ne sono dotate in misura tanto piccola da apparirne quasi prive, sono dette anelastiche (esempio: canapa e lino). In natura una elasticità perfetta non esiste, in quanto per elastico che possa essere un corpo, esso non può essere assoggettato a qualsiasi deformazione. Esiste infatti un limite oltre il quale un corpo perde questa proprietà e si deforma permanentemente fino a rompersi: tale limite si chiama limite elastico. Se assoggettiamo una fibra elastica a un carico, per un periodo di tempo brevissimo, si possono causare deformazioni permanenti. Inoltre a determinate temperature una fibra normalmente elastica può anche perdere questa sua proprietà. |
| Elasticizzato |
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Da elastico. 1. Fili continui di nylon sottoposti a falsa torsione, nei quali le singole bave risultano increspate, per cui presentano una elasticità fino al 100%. 2. Per estensione detto di tessuto o filato che abbia una certa elasticità dovuta al tipo di lavorazione o all'inserimento di fili elastici. |
| Elastico |
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Dal latino (vis) elastica = forza propulsiva, che è dal greco elastikos = agitatore. 1. Nastro costituito da fili di cotone, o altra fibra, e fili di gomma. E' usato nella confezione di biancheria intima. 2. Per estensione dicesi di materiale che deformato riprende, almeno parzialmente, la configurazione inziale al cessare dell'azione deformatrice. inglese: rubber band |
| Elastique |
| Termine francese. Tessuto di lana diagonale, con trama di imbottitura nel rapporto 2/1 e legature in satino da 6. |
| Elastomeri |
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Voce composta da "elast" (ico) e del greco meros che vuol dire "parte". Sostanze sia naturali che sintetiche (o di sintesi), caratterizzate dalla proprietà di poter subire un forte allungamento, pari a più volte la loro lunghezza, senza spezzarsi e di riassumere, quando la forza traente cessi, dimensioni praticamente uguali a quelle iniziali. Gli elastomeri sia naturali che sintetici sono sostanze polimeriche, cioè formate da lunghe catene di atomi, derivate dall'isoprene (idrocarburo insaturo). Il polisoprene (cioè il polimero dell'isoprene) è il componente essenziale della gomma naturale (o caucciù). STORIA - Agli inizi del XX secolo la domanda, sul mercato, di gomma con buone caratteristiche, atta a produrre pneumatici e fibre, era superiore alle capacità produttive dei vari paesi produttori. Si cercò allora di produrre dei materiali sintetici, che avessero una struttura simile alla gomma naturale, e sopratutto con le sue proprietà. |
| Elegantone |
| Accrescitivo di elegante. Chi veste con eccessiva ricercatezza, con un'eleganza un po’ vistosa. |
| Eleganza |
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Dal latino elegantia, "capacità di scegliere". Finezza, distinzione, buon gusto; anche armonia e scioltezza di membra. E' una caratteristica propria di una persona o di un abbigliamento. |
| Elemento di allacciatura |
| Chiusura di indumenti per mezzo di allacciatura a bottoni o bottoni oliva. Viene utilizzata per la realizzazione di abbigliamento di moda e sportivo, uniformi, interno di taschini ecc. |
| Elemento di rinforzo |
| Tessuto di lino molto rigido e medio-spesso, che risulta liscio alla mano; in armatura a lino e prodotto da filati grezzi medio-fini. Irrigidito attraverso manganatura o calandratura. Varietà più grezze con un fissaggio stretto vengono utilizzate come fodera da sarto per cappotti da uomo e da donna e in forma più fine per giacche da uomo e da donna. |
| Elettricità statica |
| Energia elettrica che si accumula per attrito durante la lavorazione delle fibre tessili (escluso il cotone in ambienti normali ma se molto secchi e vento è possibile avere scariche elettriche), soprattutto di quelle sintetiche prive di umidità. Crea fastidio fisiologico, provocando particolari scariche elettriche quando si indossa un capo confezionato con queste fibre, e talvolta può provocare forme di allergia. Le cause del fenomeno vengono solitamente eliminate con trattamenti antistatici ed accorgimenti speciali. |
| Eliotex - Eliotfx |
| Materiale tessile rivoluzionario, dotato di proprietà galleggianti considerevoli (250 grammi bastano a tenere a galla 130 chili di massa corporea); viene impiegato nella produzione di costumi da bagno particolarmente sottili (un metro quadrato ha lo spessore di 0,5 millimetri e il peso di 16 grammi). |
| Emiane |
| è un tessuto, composto di fibre di lino e fibre di cotone, con armatura a tela. |
| Emulsionanti |
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Dal latino emulsus. Prodotti capaci di mantenere in dispersione, sotto forma di finissime particelle, sostanze liquide o sostanze solide che siano normalmente insolubili in acqua (→ Ausiliari). Sono utilizzati in numerose operazioni di lavaggio (esempio: sapone, ammoniaca, liscivia, ecc.). |
| Ensemble |
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Termine francese che sta per "insieme". Completo femminile composto di due pezzi (esempio: cappottino ed abito, camicia e gonna) realizzati nel medesimo tessuto. |
| Ensimaggio |
| sm. [dal francese ensimage, da ensimer, lubrificare]. Trattamento di oliatura a cui viene sottoposta la lana per facilitare la filatura e la tessitura. |
| Entre-deux |
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Locuzione francese che sta per "tra due". Fascia di pizzo inserita fra due lembi di tessuto. Costituisce una decorazione per abiti, camicie e biancheria. In italiano: Tramezzo |
| Enzimaggio |
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Dal francese ensimage, da ensimer, "lubrificare". Trattamento di oliatura a cui viene sottoposta la lana per facilitare la filatura e tessitura. |
| Enzimi |
| Sostanze organiche di natura proteica derivanti da organismi animali o vegetali. In fase di tintura vengono utilizzati per eliminare sul cotone le parti organiche |
| En Vogue |
| Termine ben radicato di origine francese che descrive l’abbigliamento che, essendo in armonia con la moda del momento, risulta essere particolarmente popolare |
| Equalizzatura |
| Operazione di finissaggio che ha lo scopo di uniformare l'altezza della pezza in tutta la sua lunghezza. L'effetto desiderato si ottiene su una macchina chiamata equalizzo, mediante un flusso di vapore che investe il tessuto, appositamente fissato a due catene di trascinamento. |
| Equalizzo |
| Dispositivo di una macchina che ha lo scopo di eseguire equalizzatura. Il tessuto passa attraverso un tendipezza e un centratore-allargatore per arrivare poi a due catene ad aghi che lo trascinano fino all'uscita della macchina. Due cilindri di sovralimentazione, posti nella parte iniziale delle catene, trascinano inizialmente il tessuto con velocità maggiore di quella delle catene stesse. Il tessuto risulta così posizionato in forma ondulata per poter rientrare dopo essere stato attraversato dal vapore. Il tessuto viene poi fissato alle catene, per mezzo di due spazzole, secondo l'altezza che ha all'ingresso della macchina. Al variare dell'altezza delle pezze, durante il passaggio nella macchina, varia anche la distanza delle catene. Queste trasportano il tessuto sopra una vaschetta vaporizzatrice, che ne equalizza l'altezza; attraverso un campo di asciugatura e sopra un gruppo di raffreddamento che fissa definitivamente l'altezza stabilita per le pezze. Solitamente questa lavorazione è posta alla fine delle fai di finissaggio del tessuto e quindi l'equalizzo è quasi sempre messo a catene con l'arrotolatore. In caso contrario la macchina termina con l'affaldatore |
| Epinglé |
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Voce francese. In italiano: Spigato, rigato. tessuto di lana con una costolatura trasversale caratteristica, ma sottile, in cui le rigature differiscono per spessore. Realizzato in diversi pesi con filati pettinati e cardati, e in armatura a lino reps con diverse trame tessute nel passo aperto dell’ordito, o filati di diverse titolature. Viene utilizzato per realizzare abiti femminili, e, in forma più pesante, per cappotti da donna e rivestimenti per la casa. Il termine deriva dal francese: epinglé = tessuto di seta frastagliato. |
| Ermellino |
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Probabilmente dal latino medioevale (mus) armeninus, (topo) dell'Armenia. Pelliccia ricavata dall'omonimo mammifero dei Mustelidi, che vive soprattutto in Canada e C.S.I., ma anche in Europa ad eccezione delle regioni mediterranee, in Asia, Groenlandia, nel Nord degli Stati Uniti. Durante l'inverno questo animale cambia pelo e dal colore rosso-giallastra (dell'estate) acquista un colore bianco candido, tranne per la punta della coda che rimane sempre nera. La lunghezza di una pelle di ermellino è di ca. 20 cm. e la larghezza di 8. Il suo indice di durata è di 6. L'ermellino è la pelliccia più nobile ed è utilizzata come fodera di re e principi, oltre che come risvolto del copricapo papale "camauro". Oggi essa viene usata dall'Alta Moda per bordare le vesti, e meno per mantello da sera, dato anche il suo alto costo Meno comune è armellino, che indica l'animale e la pelliccia in genere, e che è termine tradizionalmente usato in araldica al posto di ermellino. CURIOSITA' - La pelliccia dell'ermellino, nel manto invernale, è anche straordinariamente spessa: ogni centimetro racchiude fino a 20 mila peli. SIMBOLI, MITI E CREDENZE - L'ermellino trae il suo significato di purezza e di candore dal suo manto bianco come il latte ed immacolato. Esso entra per questa ragione a far parte dell'abbigliamento di certi religiosi, attestando il valore spirituale della loro persona e della loro funzione. In araldica, designa una pelliccia bianca moscata di nero (lo stemma è composto di un campo d'argento seminato di fiocchetti di nero, in forma di trifoglio con il gambo tripartito ed allargato, che sono detti "mosche d'armellino" o "moscature"). Per ogni animale utilizzato nella confezione di un capo d'abbigliamento, la punta della coda, sempre nera, era separata dal resto della pelliccia e poi utilizzata per "moscare" (macchiettare) la veste ottenuta. Sue varianti sono: il grand'armellino (con le moscature non seminate ma in numero), contrarmellino (che indica una pelliccia opposta, di nero seminato di moscature d'argento); l'armellinato (che - in Italia - designa qualunque pelliccia avente il disegno dell'armellino ma colori diversi dal bianco e nero. L'armellino è un simbolo comune nella iconografia bretone (regione del nord ovest della Francia). Lo Zibellino, o falso armellino, è un seminato di moscature costituite solo dalla piccola coda (dunque senza i tre punti della testa). Nella rappresentazione amerindiana (popolazione distribuita sulle coste e le isole costiere dell'Alaska e del Canada) delle costellazioni, l'Orsa Maggiore è talvolta paragonata ad un ermellino. Unitamente alla martora e allo zibellino è una delle pellicce più pregiate e di maggior valore economico. L'ermellino proviene dalla Siberia, dalla Russia settentrionale, dalla Finlandia e dalla Scandinavia. E' una donnola dalle piccole dimensioni con una pelliccia densa e morbida. Il manto invernale è di colore bianco. Le pelli danneggiate vengono normalmente tinte in altri colori. La pelliccia di ermellino ha un indice di durata pari a 30. francese: hermine inglese: ermine tedesco: hermeline spagnolo: armiño |
| Esipo |
| sm. [sec. XVI; dal greco óisypos]. Grasso greggio della lana; anche l'unguento che se ne ricava. |
| Eskimo |
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Il suo nome deriva da "eschimese", per la somiglianza con i giacconi indossati dagli Eschimesi. Giaccone sportivo, all'origine maschile, poi anche femminile, solitamente di colore grigioverde o blu, divisa dei giovani "sessantottini, di moda negli anni '70. Realizzato in tessuto impermeabile, con cappuccio spesso bordato di pelliccia ecologica, ha tasche verticali a filo e tasconi applicati, la cerniera centrale è nascosta. |
| Espadrillas |
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Termine spagnolo Scarpa originariamente povera, senza tacco, di origine spagnola (Paesi Baschi), fatta con fibre vegetali, costituita da una suola in corda intrecciata in canapa o juta (ne occorrono 75 mt.) cucita ad una tomaia di tela abbastanza resistente in cotone o lino. Disponibili in innumerevoli colorazioni, sia in tinta unita sia in fantasia, le espadrillas sono utilizzate durante l'estate. La versione femminile aggiunge zeppa e lunghi lacci da annodare alla caviglia. STORIA - E' una calzatura con una lunghissima tradizione. Nel Museo Archeologico Nacional (Museo Archeologico Nazionale) di Barcellona (Spagna) è esposta una espadrillas trovata nella cueva de los murciélagos che si trova a Granada indossata da uomini approssimativamente 4000 anni fa. Già indossate dai pescatori spagnoli sono state importate dai napoletani nel 1200; diventano di moda negli anni '70. |
| Espadrille |
| Calzatura sportiva largamente usata in estate: ha la tomaia in tessuto e la suola in corda. Nata come scarpa povera in Catalogna e nei Paesi Baschi, fu adottata dai pescatori dell'area mediterranea che inventarono il sistema della corda intrecciata (5 metri per scarpa). |
| Essiccatoio |
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1. Impianto di essicamento ad aria calda, nel quale l'aria viene riscaldata in appositi dispositivi e poi inviata nella camera di essicamento propriamente detta, dove si asciugano i materiali umidi, cioè avviene l'essicazione delle fibre. 2. Impianto per l'essicamento naturale di materiali vari. 3. Luogo in cui viene fatta essicare la canapa, dopo la macerazione e prima della battitura (→ Asciugatoio). Gli essiccatoi possono essere a camera calda, ed in tal caso il materiale da essiccare circola in camere riscaldate col vapore, oppure il materiale viene posto a contatto diretto con tamburi metallici riscaldati. |
| Estrusione |
| Processo industriale che consiste nel far passare una sostanza fusa o sciolta, sottoposta a pressione, attraverso i fori di una filiera, così da formare dei filamenti assai sottili fuoriuscenti dalla parte opposta. Le bave che escono dai sottilissimi fori delle filiere coagulano, in questo caso, per l'evaporazione del solvente. Si ottiene così un filamento solido, continuo, molto regolare, adatto ad essere filato. |
| Etamine |
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[etamin] Termine francese; dal latino parlato staminea, che indicava qualcosa "fatto di filo" (stamen). Tessuto in tela leggera, resistente e rado, poco battuto e trasparente, tipo garza; originariamente in lana ma oggi anche in cotone o in fibra sintetica. E' usato nell'abbigliamento, come supporto per ricami, come rinforzo in sartoria, nei tendaggi. In italiano: Stamigna. Termine di uso internazionale |
| Etnico |
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Dal latino ecclesiastico ethnicum, "pagano", derivato a sua volta dal greco ethnikòs. Nell'abbigliamento indica uno stile ispirato al modo di vestire indigeno dell'Africa, dell'Oriente, del Sudamerica, dell'Oceano Pacifico, dei territori abitati da grandi comunità contadine. francese: ethnique inglese: ethnic tedesco: ethnisch; volkskunst (Arte popolare) |
| Esaurimento Bagno |
| Tintoria, parte residua di colorante nel bagno a fine tintura. |
| Estrusione |
| Fibre artificiali e sintetiche, passaggio attraverso i fori della filiera per formare filamenti continui. |
| Etichetta |
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Dal francese étiquette, risalente all'antico francese estiquer, "attaccare". Targhetta che accompagna il prodotto con tutta una serie di informazioni relativa alla marca e, in genere separata (quasi sempre in supporto diverso), per indicare il modello, la taglia, la composizione del tessuto ed eventualmente fodera, le norme di conservazione, istruzione di lavaggio, il codice. Può essere in tessuto, pelle od altro, adesiva o cucita. Le etichette di miglior aspetto sono tessute su telai jacquard di piccole dimensioni, e vengono usate per l'abbigliamento esterno maschile e femminile, per il settore di mercato più costoso. Le etichette meno costose sono stampate su una grande zona di tessuto tramato, termoplastico ed applicate a caldo (quest'ultime sono prevalentemente usate per la composizione del tessuto e fodera e per la taglia). Possono essere fornite al confezionista sotto forma di rotolo di etichette singole che dovranno essere tagliate a mano, oppure già tagliate e sigillate nella lunghezza esatta e cucite sul capo, nel collo o nei fianchi. L'etichettatura del contenuto di fibra è obbligatoria, e viene posta all'interno del manufatto tessile. Le etichette con le istruzioni di manutenzione devono essere fissate saldamente al prodotto e soprattutto facilmente reperibili. Spesso, invece, si trovano nei punti più impensati. Euratex, l'associazione europea delle associazioni industriali del tessile-abbigliamento, con sede a Bruxelles, ha pubblicato nel 2001 una direttiva per unificare i punti di applicazione Tenendo conto della produzione, del materiale e dei dettami della moda, vengono proposte diverse applicazioni. Per evitare che l'etichetta venga tolta dal consumatore si consiglia di impiegare soltanto materiali e cucirini che non alterino il comfort del capo. Le etichette non soltanto devono essere saldamente fissate, ma risultare anche resistenti ai lavaggi o alle puliture a secco. Ovviamente, devono restare leggibili per tutta la durata del capo. Non devono sfrangiarsi né tagliarsi o alterare l'aspetto dell'indumento. I punti dove applicare l'etichetta su capi d'abbigliamento e accessori secondo Euratex ARTICOLO PUNTO DI APPLICAZIONE ALTERNATIVA Cappotti/giacche e giacche di abiti Davanti sinistro all'altezza del petto Finitura del davanti sinistro, cucitura fianco sinistro Giacche sportive, giacche sportive di abiti Davanti sinistro all'altezza del petto Finitura del davanti sinistro, cucitura fianco sinistro Gilet Davanti sinistro Abiti per donna, bluse Cucitura fianco sinistro sopra l'orlo In alto dietro, al centro Casacche In alto dietro, al centro Cucitura fianco sinistro sopra l'orlo Jeans, pantaloni Tasca destra dietro o dentro Jeans: anche chiusure lampo del pantalone Grembiuli In alto dietro, al centro Al punto di giunzione con il nastro destro Tute, abbigliamento da lavoro In alto dietro, al centro Cucitura del fianco sinistro Gonne In alto dietro (vita) Cucitura del fianco sinistro sopra l'orlo Camicie In alto dietro al centro (zona colletto) Cucitura del fianco sinistro sopra l'orlo Pullover, giacche di maglia, T-shirt In alto dietro, al centro sopra l'orlo Cucitura del fianco sinistro Corredino per neonati Cucitura del fianco sinistro Cucitura spalla sinistra - Camicini: in alto, al di fuori dell'orlo Abbigliamento sportivo, da ginnastica In alto dietro al centro Cucitura del fianco sinistro Abbigliamento da sci, giacche a vento In alto dietro al centro In giacche a vento reversibili: nella tasca sinistra Accappatoi, vestaglie da casa e da camera In alto dietro al centro Cucitura del fianco sinistro Pigiami, camicie da notte In alto dietro al centro Cucitura del fianco sinistro sopra l'orlo (escluso pantaloni) Abbigliamento da bagno (mare) Cucitura del fianco sinistro in alto Cucitura del fianco sinistro sopra l'orlo Corsetteria, busti, mutandine elastiche Dietro a sinistra al bordo inferiore, in alto dietro al centro Cucitura del fianco sinistro Biancheria intima, magliette intime, slip, calze, reggicalze In alto dietro al centro Cucitura del fianco sinistro Sottovesti, sottogonne Cucitura del fianco sinistro Calze, calzini Stampa sulla confezione Termostampata Cravatte Retro Sciarpe, foulard Un angolo Guanti Nel guanto sinistro Cappelli, berretti Parte interna francese: etiquette inglese: label tedesco: zettel; etikett spagnolo: etiqueta |
| Evening dress |
| Termine inglese. Abito da sera |