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Gabardine [gabardin]
Voce francese, dallo spagnolo gabardina, da gaban "gabbano", incrociato con tabardina, diminutivo di tabardo "tabarro
1 .Tessuto pettinato in tinta unita, su armatura derivata dalla saia, a diversa angolatura, a struttura (battute) molto serrata. E' caratterizzato da costine diagonali molto inclinate, più marcate sul diritto che sul rovescio, e da una superficie ben rasata che conferisce una particolare lucentezza al tessuto. E' fabbricato in lana e misti, cotone, ecc., con pesi assai variabili. Se di tipo leggero è utilizzata per abiti estivi; se tessuta a medio peso, può essere sottoposta ad impermeabilizzazione per la confezione di soprabiti impermeabili, ecc.
La gabardina (o gabardine alla francese) è un tessuto in filato pettinato in tinta unita, di un certo peso e mano asciutta.
2 . L'origine del nome viene fatta risalire a un mantello di lana in uso in Francia nel Rinascimento o al termine spagnolo usato circa nello stesso periodo per indicare la tuta degli operai.
Si ottiene con una armatura a saia, che crea una diagonale. Quella della gabardina è molto inclinata, i fili di ordito hanno una densità doppia rispetto a quelli della trama, sono molto sottili e molto ritorti. Il risultato è un tessuto con dominante d'ordito, molto chiuso e compatto ma adattabile, con superficie rasata, segnata da costine ben inclinate, più evidenti sul diritto. La rigatura sottile e inclinata, l'aspetto ben finito e un po' lucido, la mano fine e asciutta, ne fanno un tessuto elegante, adatto a tagli di sartoria.
Si realizza in lana, cotone e fibre miste.
Adatto all'abbigliamento, sia maschile che femminile, si utilizza per pantaloni, abiti, gonne, giacche e soprattutto per gli impermeabili. A secondo del materiale usato e al peso del filato produce capi adatti al periodo estivo o invernale.
L'impermeabile trench, reso famoso da attori come Humphrey Bogart, è realizzato in gabardina
Vedi anche ARMATURE https://www.afti.it/documento/35.pdf
In italiano: Gabardina.
Gala
Fiocco o nastro applicato sull'abito come elemento decorativo.
Galalite
Dal greco gala, latte + lite (lithos), "pietra".
Nome commerciale di materia plastica, leggera, ottenuta per azione dell'aldeide formica sulla caseina; di colore bianco, si presta ad essere colorato in numerose tinte ed a imitazioni di materiali naturali come la tartaruga, il corno e l'avorio. Data la facile lavorabilità, serve come succedaneo dell'osso per la fabbricazione di bottoni e piccoli oggetti, ricavati da lastre o bastoni, senza problemi di spessori e dimensioni.
STORIA - Introdotta nel 1930.
Gallettame
sm. [sec. XVIII; da galletta (zoologia)]. Cascame di seta costituito da bozzoli sfarfallati e perciò non adatti al dipanamento: filo di gallettame, il filato ottenuto dalla lavorazione di tale cascame.
Gallone
Treccia piatta ottenuta da filati di cotone o viscosa, con un filo diagonale intorno a due intarsi e fili avvolti tra gli intarsi. La superficie è piatta, con una o due pieghe longitudinali. Viene prodotto in una varietà di colori, in spessori che vanno dai 3mm ai 10mm. Viene utilizzato per la decorazione di capi, in particolare le uniformi.
Realizzazione tessile prodotta su una struttura a gallone con armatura a maglia di ordito a punto catenella), con sovrapposizione di trama.
Gallone (spighetta)
Spighetta di forma quadrata, con un sistema di lunghezze e traverse di fili intessuti tramite una tecnica di maglieria e con un bordo saldamente intessuto.
Gallone del grado
Componente di una uniforme, che indica l’appartenenza a un particolare gruppo all’interno della collettività delle divise militari. Può avere diversi colori e viene posizionato sul colletto, sulla manica ecc.
Gallone intrecciato
Spighetta cava, unita con punti, realizzata in filato di cotone o viscosa e rayon di viscosa o seta poliammide o poliestere con sistema diagonale ad un filo. Può essere di tela ruvida, colorato o a colori luminosi con una superficie liscia e una larghezza compresa tra 0,5 e 12mm. Viene utilizzata nella produzione di capi d’abbigliamento e per scopi tecnici.
Galloon
Spighetta piatta e a maglia con una superficie liscia e double-face. Prodotta in una vasta gamma di colori, in una larghezza tra 3 e 20mm, viene utilizzata per la decorazione di capi d’abbigliamento ecc.
Gamba interna dei pantaloni (misura)
Dimensione della cucitura del cavallo dei pantaloni, dalla cucitura del fondo fino all’estremità inferiore. La sua misura può essere influenzata dalla tipologia di pantalone o dalla moda.
Gambale
Prodotto venduto in paia indossato aderente alla gamba da sotto al ginocchio fino al collo del piede. La circonferenza dell’apertura è regolata da un elastico. Prodotto in maglia ed usato per la protezione del piede.
Gancio; fibbia
Un gancio o una fibbia vengono posti all‘estremità finale di una cintura o di un altro capo d‘abbigliamento; sono costituiti da una cornice portante e un ardiglione.
Gangherello
sf. [da ganghero]. Piccolo anello di metallo in cui, in abbigliamento, si infila il ganghero.
Ganghero
sm. [sec. XIV; latino medievale gangărus, dal greco tardo kánchalos, cardine].
1) Lo stesso che cardine.
2) Piccolo uncino di metallo che si infila nella gangherella, usato nell'abbigliamento per le allacciature. È usato anche il dim. gangherino.
3) Fig., uscire dai gangheri, esser fuori dai gangheri, perdere la pazienza, essere adirato; stare nei gangheri, comportarsi con assennatezza
Garnettare
v. tr. (ind. pr. garnétto) [dall'inglese garnett, macchina sfilacciatrice]. Eseguire la sfilacciatura mediante la garnettatrice
Garnettratice
sf. [da garnettare]. Macchina che esegue la garnettatura.
Garnettatura
Da garnettare. Operazione di sfilacciatura (rigenerazione) dei cascami di lana per immetterli nuovamente nel ciclo della filatura cardata. Viene eseguita con la macchina garnettatrice. Viene eseguita dalla garnettatrice, costituita essenzialmente da un grosso cilindro, detto tamburo, munito di denti a sega inclinati nel senso del suo movimento rotatorio e di 12 piccoli cilindri, distribuiti nella parte superiore del tamburo, muniti di denti a sega inclinati in senso contrario ai primi. I cascami, trasportati mediante un cilindro introduttore, vengono sfibrati fra i denti del tamburo e quelli dei piccoli cilindri.
Garza
Da garzare, su modello del francese gaze.
1.Tessuto ad armatura tela, leggero la cui trasparenza può essere determinata dal titolo del filato o dal numero delle battute, a fili non rettilinei; occasionalmente può essere anche immagliato. I tessuti a garza sono caratterizzati da alcuni fili d'ordito detti "a giro" perché hanno direzione curvilinea e si spostano ora a destra ora a sinistra, e da uno o più fili retti. Può essere di cotone, di seta od altre fibre. Viene utilizzato nell'abbigliamento femminile negli abiti e camicette, ed in quello maschile in camiceria.
2. Garza inglese Tessuto che è diverso dalla garza normale (che presenta una legatura tra trama e ordito labili) in quanto impiega un doppio filo di ordito che "gira" attorno ai fili di trama. Non permette lo scorrimento e conferisce al tessuto stabilità e solidità. Viene realizzata in seta per veli e cravatte, in cotone per abiti, in fibre sintetiche per arredamento.
3. a giro inglese, molto solida; falsa garza a armatura tela; huck lace produce tessuti traforati, con un'armatura tipo si possono ottenere, cambiando la movimentazione dei licci, tipi di garze differenti. Adatti a tende, tovagliato e abbigliamento.
4. Velo di seta o di cotone molto rado e leggero a forma di reticolo, per abiti, tendaggi e usi sanitari. I tessuti a garza sono caratterizzati da alcuni fili di ordito detti a giro perché hanno direzione curvilinea e si spostano ora a destra, ora a sinistra, di uno o più fili retti
5. sf. [sec. XVII; da garzare, sul modello del francese gaze]. Tessuto molto rado, per lo più impiegato in tendaggi. Ha struttura diversa da ogni genere di tessuto: infatti, alcuni fili di ordito, denominati fili di giro, hanno un'evoluzione curvilinea e si portano ora a destra e ora a sinistra di uno o più fili diritti. La garza usata quale materiale di medicazione è un tessuto rado di cotone sgrassato, senza colla, bianco e dotato di un notevole potere assorbente (idrofilo). La garza per fasciature è caratterizzata da un tessuto più denso e con fili più resistenti. Le garze possono essere addizionate di sostanze antisettiche o attive per uso topico (garze medicate) quali il fenolo, lo iodoformio, il cloruro mercurico, la paraffina (per le scottature).
francese: gaze diaphane aux fils ondées
inglese: sheer gauze with waved yarn
tedesco: attaline
spagnolo: gasa transparente con hilo ondulado
Garzare
v. tr. [sec. XIII; latino volg. (ex)cardiāre, da cardŭus, cardo]. Eseguire l'operazione della garzatura su un tessuto per renderlo morbido e peloso.
Garzatrice
sf. [sec. XIV; f. di garzatore]. Macchina che esegue l'operazione di garzatura sui tessuti.
Garzatura
1. Da garzare. Operazione di rifinizione destinata a sollevare il pelo superficiale del tessuto, che ha lo scopo di dare al tessuto un aspeto peloso e vellutato, rendendolo morbido al tatto, ed inoltre modificandolo in modo da nascondere il filo di ordito e di trama; si ha anche un cambiamento dei colori che risultano più pastosi (specie se si hanno effetti di colori misti), mentre il loro contorno resta leggermente sfumato. L'effetto si ottiene tramite la garzatrice. Si sottopongono a garzatura stoffe di lana, tessuti di cotone (come la flanella, il molettone, ecc.) e alcuni tessuti a maglia. E' denominata anche Scardassatura.
Si ottiene facendo scorrere il tessuto sotto cilindri girevoli rivestiti di punte metalliche, che sollevano le fibre del filato formando la peluria. Fino a qualche anno fa e ancora oggi in poche fabbriche con produzione di alta qualità, al posto dei cilindri metallici si inseriscono cardi vegetali, piante caratterizzate da un alto numero di piccoli uncini naturali.
2. sf. [sec. XIII; da garzare]. Operazione di finissaggio che viene eseguita su quei tessuti che devono presentare un pelo più o meno lungo su una o ambedue le facce. Ha lo scopo di districare alcune fibre dal tessuto, in modo che questo risulti ricoperto da una peluria più o meno fitta. Viene eseguita sulla macchina garzatrice composta da un cilindro, detto lavoratore, munito di cardi vegetali o di denti metallici in posizione obliqua, posto in mezzo a due cilindri più piccoli. Da uno di essi si svolge il tessuto, che viene raccolto dall'altro. Il cilindro lavoratore viene fatto ruotare in senso contrario al movimento del tessuto, per cui i denti sollevano le fibre; s'inverte poi il senso di rotazione del cilindro per eseguire la garzatura contro pelo, al fine di rendere più uniforme il pelo sulla superficie del tessuto. I tessuti garzati passano poi alla cimatura.
francese: lainage
inglese: raising
tedesco: rahuen
spagnolo: perchado
Garzatura Hot Fix
Garza incollata sul bordo di una piega, che la fissa al capo. Viene utilizzata al posto della cucitura a macchina, spesso lungo l’orlo inferiore di gonne, vestiti e cappotti.
Garzo
sm. [sec. XV; da garzare]. Cima del cardo dei lanaioli con cui un tempo si eseguiva la garzatura.
Gasato o gassato
1) Che è stato sottoposto alla gassificazione: acqua, bibita gasata, resa effervescente con l'aggiunta di anidride carbonica. Fig., eccitato, esaltato: ragazzo gasato per lo sport.
2) Di filato di cotone che ha subito l'abbrustolimento della peluria che si trova sulla sua superficie.
3) Di persona intossicata o uccisa da gas venefici
Gaufre
sf. francese Impronta stampata su cuoio o stoffa con un apposito ferro.
Gauffré [goffré]
Voce francese.
1. Artig. - Motivo (impronta) ornamentale realizzato su cuoio o stoffa, mediante una speciale punta di ferro arroventata.
2. Ind. tess. - Sinonimo di goffrato.
Gazar
Termine francese.
Tessuto in seta dall'aspetto rigido e trasparente, dall'armatura molto rada, usato nell'alta moda.
Gauge
Vedi "FINEZZA".
Gavazzi
famiglia lombarda d'industriali della seta. Fra i suoi membri spiccano: Pietro (sec. XVIII) che fece sorgere una filanda a Valmadrera (Como). I figli Giuseppe,Antonio e Carlo fondarono un altro setificio a Bellano (1805). I figli del primo (Pietro,Egidio e Antonio) perfezionarono il sistema di lavorazione della seta. I figli di Pietro (Giuseppe,Carlo,Riccardo,Egidio e Pio) furono tra i primi a introdurre in Italia, nel 1869, i telai meccanici e fondarono a Desio un grande complesso per tessuti destinati alla confezione di ombrelli. Tra i figli di Giuseppe, Piero aggiunse la produzione di nastri da seta e Ludovico (Milano 1857-1941) diede nuovo impulso alla torcitura e alla filatura. Giuseppe (Desio 1877-1949), figlio di Egidio, s'interessò invece d'industria laniera e fondò aziende per la produzione di energia elettrica.
Gazare
v. tr. [sec. XX; da gaz]. Eseguire la gazatura di un filato.
Gazatura
1. Da gazare. Operazione di rifinizione che ha lo scopo di eliminare, mediante un passaggio veloce di una fiamma a gas sul filo o su una lastra platinata incandescente (bruciatura), la pelosità dovuta a fibre sporgenti che si è formata nel filato o tessuto, che è impossibile togliere con apparecchiature meccaniche. I filati gasati (soprattutto cotoni, ad esclusione di quelli da garzare e raion) trovano impiego in tessuti per camicerie, cravatte, cucirini, ecc. Non viene sottoposta a questa operazione la lana perché brucia male, la seta perché le estremità delle fibre si avvinghiano fra loro, come pure le fibre sintetiche perché fonderebbero con formazione di palline di polimero fuso alle estremità
2. sf. [da gazare]. Operazione eseguita su filati di cotone per eliminare la peluria superficiale; è detta anche gasatura e bruciatura del pelo. La gazatura si esegue prima della mercerizzazione facendo passare velocemente il filato su di una lastra di metallo surriscaldato o su di una piccola fiamma che, senza intaccarne le qualità intrinseche, ne eliminano la peluria
Garzuolo
Fibra di canapa sottoposta a lavorazione e pronta per la filatura
Gasatura
Bruciatura della peluria superficiale di un filato ritorto per migliorarne l'aspetto. Consiste nel far passare velocemente il tessuto su una piastra metallica molto calda o su fiammelle a gas (da qui il nome del processo) con lo scopo di eliminare la peluria superficiale dei tessuti e renderli lisci e lucenti. Questo processo è usato soprattutto per i tessuti di seta e cotone.
Gelsolino
sm. [sec. XX; gelso+lino]. Fibra tessile ricavata dall'interno della corteccia dei rami del gelso. Le fibre sono bianche e lunghe ca. 20 mm e con un diametro di 5-7 micron. Vengono impiegate in Estremo Oriente per la produzione di tovaglie e bianche
Georgette
Dal nome della modista che lo lanciò, la francese Georgette de la Plante.
1.Tessuto crepe leggero e trasparente, prodotto con filato di ordito ritorto in senso contrario rispetto alla trama, per cui il tessuto prende aspetto e mani ruvidi. E' usato nell'abbigliamento femminile.
Tessuto estremamente leggero e sottile, di mano rigida, ad armatura tela.
2.Tessuto di lana molto fine o trasparente con una superficie chiara e marcata. Risulta un pò duro alla mano, effetto ottenuto alternando due filati con una torcitura a S e due con una torcitura a Z nell’ordito e nella trama; in armatura a lino, viene utilizzato per la realizzazione di abiti e camicette da donna.
Termine di uso internazionale.
Gessato
Aggettivo, participio passato del verbo gessare "segnare con il gesso".
Disegno a sottili righe verticali, regolarmente distanziate, chiare leggermente sbiadite su fondi scuri (per lo più di colore grigio o blu), che sembrano tracciate con il gesso; usato su flanelle o pettinati follati classici, di solito in lana, tinto in filo. L'ampiezza delle righe è assai varia: a quella che ha lo spessore di un tratto di matita (in inglese: pencil stripe), via via fino alla riga più ampia (in inglese: chalk striped "segnato con il gesso"). Le varianti vanno dalla linea interrotta alle molte linee vicine e parallele.
Gessatura
Motivo del tessuto, più comunemente di lana, con sottili righe strette e irregolari che corrono lungo l‘altezza del capo e sono spaziate, a intervalli regolari oppure in coppie, tipicamente realizzate in colori chiari su sfondo scuro. Questo motivo viene impiegato nei tessuti per la produzione di completi da uomo, e di abiti e completi da donna.
Gessetto
Diminutivo di gesso. A forma di bastoncino è usato nelle sartorie per segnare il contorno del modello sulla stoffa. Può essere in steatite (roccia metamorfica composta in prevalenza da talco a struttura feltrata, con impurezza di clorite , albite e pirete, detta anche "pietra saponiera"). In Italia si trova, alquanto impura, nelle serpentine dell'appennino settentrionale, in cera o evanescente.
Ghette
Calze lunghe, solitamente con allacciatura laterale tramite bottoni o una cerniera lampo, realizzati in stoffa o pelle, senza piede, e dotati di bretellina per l‘aggancio ai pantaloni. In passato erano un accessorio moda da uomo, mentre oggi (prodotti in tessuto di poliammide) costituiscono un elemento pratico nell’abbigliamento di un amante della montagna o di un fondista.
Ghinèa
Tessuto di cotone piuttosto scadente per lenzuola, camicie e simili, originario dell'Inghilterra, dove si tesseva per esportarlo in Guinea.
Giacca
Termine collettivo che indica un capo con le maniche che copre il tronco. Può essere allacciato oppure aperto, dalla vestibilità fasciante, eppure morbida, e raggiungere l’altezza dei fianchi. E‘ lavorato in maniera semplice, solitamente senza imbottitura e con la fodera.
Giacca (Alpina)
Giacca sportiva, la cui forma è ispirata dall’abbigliamento cerimoniale bavarese e austriaco. Lunga fino alla vita, è caratterizzata dai diversi colori degli orli e delle tasche cordonate, e dai bottoni metallici. E’ solitamente mono-petto, senza risvolti e con un colletto in piedi.
Giacca camicia
Capo d’abbigliamento sportivo da uomo e da donna, che copre il busto e ha le maniche; si allaccia fino in fondo sulla parte anteriore e può avere il colletto a camicia o il collo alto. Può presentare due o quattro tasche riportate. La sua lunghezza scende fino all’altezza dell’anca. Viene indossata sopra una camicia o un paio di pantaloni, e viene comunemente realizzata con tessuti simili al cotone.
Giacca da cavallerizzo
Una giacca di stile sportivo, con allacciatura mono- o doppio petto, quattro o più bottoni e un piccolo risvolto. Sulla schiena si apre un profondo spacco singolo o doppio. Prodotta con tessuti rustici e a motivi in filati cardati.
Giacca da sera
Ha vestibilità aderente, con elementi sulla parte anteriore che richiamano la caratteristica forma di un gilet da completo; la sua lunghezza scende appena sotto la vita. Il resto della parte anteriore si allarga verso i fianchi, con due punte sul retro dell’indumento che raggiungono l’altezza delle ginocchia. Le parti anteriori sono separate ed ornate su ogni lato da una fila di bottoni decorativi. Le cuciture laterali corrono specificamente verso il retro del capo, a costituire un arco sulle ascelle fino a sotto le scapole. Dalla vita in giù questa giacca è caratterizzata da una piegatura nascosta in un senso, e da un lungo spacco che si apre invece della cucitura posteriore a partire dalla vita. Il collo con risvolto è chiuso, e i revers sono realizzati in tessuto di seta lucida. La giacca da sera costituisce parte di un abito da sera.
Giacca da smoking
Componente dello smoking. Può essere monopetto o a doppio-petto. I risvolti o i risvolti in stile scialle sono coperti da tessuto brillante.
Giacca doppio petto
Ha due file di bottoni, di cui, normalmente, una serve per chiudere la giacca, mentre l’altra ha solo funzione decorativa. La giacca è relativamente ampia e comunemente è caratterizzata da un risvolto [/refID] chiuso [refID=268]e da un collo contenuto. Costituisce tipiacamente parte di un completo; raramente è un capo indipendente o dal carattere sportivo. Tende ad essere più lunga rispetto a una giacca mono-petto della stessa misura.
Giacca estiva
Giacca spesso non foderata, leggera e poco lavorata, che viene prodotta in tessuti leggeri e porosi, solitamente in colori chiari.
Giacca facilmente infilabile
Soprabito leggero di tessuto di lana o cotone, con maniche cuneiformi, un‘apertuta frontale con abbottonatura nascosta ed un collo con risvolto corto. Viene solitamente prodotta come giacca da uomo
Giacca lunghetta (orig. turca)
Smock dal taglio diritto e morbido da donna che raggiunge le anche, ha spacchi laterali e viene indossato su una gonna. Presenta una cintura in vita. Già una parte tradizionale dell’abito di un moschettiere nel sedicesimo secolo, era considerata un capo di abbigliamento militare fino al diciannovesimo secolo.
Giacca mono-petto
Presenta una fila di bottoni che vengono utilizzati per l’allacciatura. Più comunemente, il risvolto è aperto. Le varianti più popolari di questa giacca evidenziano una, due o tre file di occhielli, ma dove il risvolto è piccolo possono essercene anche in numero maggiore.
Giacca sportiva
Giacca corta, spesso componente dell’abito combinato. È monopetto e ha tasche a toppa sul fronte e sul retro con una sella. La linea nell’insieme viene adatta ai trend del momento. Solitamente prodotta in tessuti di lana da filati cardati.
Giacca sportiva a “Servizio di Sua Maestà”
Predecessore della giacca sportiva monopetto. In origine veniva indossato nel XIX secolo dai canottieri inglesi. La giacca presentava tre tasche a toppa con lo stemma del club ricamato sulla tasca superiore e bottoni dorati o smaltati. Attualmente si presenta anche con tasche con alette, più frequentemente in blu scuro e spesso con bottoni meno vistosi e nessuno stemma.
Giacca stile aviatore
Giacca sportiva che scende fino alla vita; si contraddistingue per la chiusura a zip angolare. Viene realizzata in stoffa e in pelle, sia sintetica sia vera.
Giacca stile kimono
giacca con maniche in stile kimono e un taglio semplice ed ampio che permette la facilità del movimento. Viene utilizzato principalmente per giacche sportive.
Giacca “coolie”
Giacca spezzata con taglio diritto da donna. Maniche ampie, che cadono leggermente lunghe ai bordi. Normalmente la sua lunghezza arriva ai fianchi. Il nome deriva dagli abiti delle coolie, a cui questo indumento assomiglia.
Giaconetta o giaconètta
sf. [sec. XIX; francese jaconas]. Stoffa di cotone, fresca e leggera, per vestiti estivi femminili e biancheria personale. Fu molto usata nell'Ottocento e ai primi del Novecento.
Giallo
Forse il giallo più netto è quello dello zafferano. Ma sono innumerevoli le sue gradazioni e le sue varietà. Inoltre anche il giallo, come gli altri colori, può rimanere giallo pur pendendo in qualche altra tinta. Ma forse il miglior modo per intendersi è chiedere aiuto alla tavolozza naturale, dicendo, per un caso o per l'altro, giallo limone o giallo zolfo, giallo ranuncolo o giallo girasole, giallo oro o giallo ambra, e ancora: banana, grano, miele, paglia, topazio, moscato, sciampagna, stoppa, foglia mora, ecc.
Giarrettiera
dal francese jarretière, derivato da jarret, "garretto".
1. Fascia di tessuto elasticizzato, ricamata o guarnita di pizzi, usata per sostenere le calze; nell'abbigliamento femminile odierno, ognuno dei quattro nastri di elastico che partendo dal busto o dal reggicalze, trattengono le calze all'altezza della coscia; nell'abbigliamento maschile, ognuno dei due nastri (oggi di raro uso) che sostengono le calze all'altezza del ginocchio. In passato era formata da nastri e legacci che cingevano la gamba all'altezza della coscia ed era considerata un ornamento da portare ben in vista, finché verso il 1880 arrivò il reggicalze.
STORIA - Anche se oggi è indossato quasi esclusivamente dalle donne, la giarrettiera aveva il suo posto anche nella moda maschile. Il termine viene citato per la prima volta nell' 800 d.C. negli scritti di Eginardonel descrivere le "giarrettiere" che sostengono le calze del monarca Carlo Magno, ma fa parte dell'abbigliamento maschile dal 1200.
CURIOSITA' (1) - A questo indumento è dedicato il più alto Ordine cavalleresco inglese: "Order of the Garter" (Ordine della Giarrettiera) istituito da Edoardo III nel 1350, in onore della sua compagna. Secondo la più accreditata leggenda il pretesto fu un episodio accaduto quando la contessa Alix de Salisbury, nel corso di un ballo di corte tenutosi la sera del 19 gennaio del 1350, ballando con Edoardo III, suo amante, perse accidentalmente la giarrettiera della gamba sinistra e il re, affrettandosi a raccoglierla ed a restituirla, rispose ai sorrisi maliziosi dei cortigiani con la frase che ora forma il motto dell'ordine "Honni soit qui mail y pense" (Sia vituperato chi vi pensa male). L'ordine si compone, dalla sua istituzione, di 25 cavalieri e viene conferito per altissimi servizi resi alla nazione. Ogni anno i cavalieri della Giarrettiera si riuniscono in Capitolo, nella Cappella di San Giorgio, nel castello di Windsor, il 23 aprile, festa di San Giorgio. Originariamente l'insegna dell'Ordine era costituita da una Giarrettiera; nel tempo vennero aggiunti il Collare con il medaglione di San Giorgio sospeso ad un nastro azzurro scuro in velluto con fibbia e puntale d'oro e la placca. Sulla giarrettiera è ricamato il motto.
CURIOSITA' (2) - Un noto costume matrimoniale delle famiglie nobili consisteva nel dividere fra gli invitati una giarrettiera in piccoli pezzi. Il cosiddetto "don de la jarrettière" è conosciuto e praticato in Francia, presso le popolazioni francofone del Belgio, anche nel matrimonio fra i contadini del Palatinato superiore e dell'Alzazia. Si osservi che oggi in questa usanza in Italia e altrove la giarrettiera è stata sostituita da un altro simbolo erotico, e cioè dalla cravatta dello sposo, che viene tagliata e distribuita tra gli invitati.
inglese: garter suspender
2. Nella lavorazione della maglia ai ferri, tipo di punto chiamato anche legaccio.
Gigliuccio
punto di ricamo di antica scuola marchigiana, tuttora molto usato per la bordatura per lo più di biancheria da letto.
Gilet
Indumento dalla linea aderente per la parte superiore del corpo con uno scollo e a volte un taglio speciale nella parte anteriore; può essere monopetto o a doppio petto. La parte anteriore viene solitamente tagliata nello stesso tessuto del completo, mentre quella posteriore dalla fodera. Le origini del gilet risalgono al tempo di Luigi XIV, quando era dotato di maniche e presentava la stessa sagoma del soprabito; la parte anteriore era barocca e a casa veniva indossato come veste. Nel XVIII secolo perde le maniche, viene accorciato e durante il periodo del Biedermeier diventa un punto fondamentale dell’abbigliamento da uomo come i colori, ma bisognerà aspettare fino alla metà del XX secolo affinché possa diventare parte integrante di un completo da uomo. Il suo utilizzo è diminuito con l’introduzione di un efficiente riscaldamento negli uffici e negli edifici pubblici.
Per l’abbigliamento da lavoro Gilet utilizzabile nelle mezze stagioni imbottito o non, con tasche o multitasche
Con il nuovo codice stradale utilizzo di un capo denominato gilet rifrangente
Gilet da smoking
Componente dello smoking. Aderente, con scollo profondo, a monopetto o doppio-petto con risvolti in stile scialle. Solitamente dello stesso tessuto della giacca da smoking
Gillsàggio
sm. [dall'inglese gill, pettine+ensimaggio]. Operazione di filatura, sinonimo di stiro
Ginnare
v. tr. [dall'inglese to gin, sgranare il cotone]. Sgranare il cotone, sottoporlo all'operazione della ginnatura.
Ginnatura
sf. [da ginnare]. Operazione di sgranatura che si effettua per separare i semi dalla fibra del cotone
Giubbetto lumberjack
Giacca sportiva, con taglio diritto e ampio, che arriva fino alla vita cingendola. Di solito è dotata di una cintura. Chiusura a bottoni o cerniera. Il nome deriva dall’inglese. (Questo tipo di giubbetto veniva indossato in Canada.)
Giustacuore
Cappottino corto e di peso leggero indossato dagli uomini dal quattordicesimo fino al sedicesimo secolo. Si distingueva per le maniche a borsa che terminavano con una frangia decorativa
Ginestra
Dal latino genesta o genista.
Fibra vegetale proveniente dal libro del "Cytisus scoparius" o "Spartium Junceum", estratta per macerazione della pianta omonima. Arbusto sempreverde a forma cespugliosa, alta fino a 5 metri e con rami giunchiformi color verde scuro.
IMPIEGHI: La fibra è impiegata per la fabbricazione di filati, cordami, sacchi e tessuti per la casa (biancheria, tendaggi, tovagliati, copriletti, tappeti) e per abbigliamento fra cui anche borse, cinture e cappelli.
CODICE TESSILE: GI (EURATEX)
Giro Inglese
Tessuto di gran pregio con trama alternata da fasce di fili bianchi con fili colorati e impreziosito da una lavorazione "cellulare" che lo rende decisamente esclusivo.
Giuggiolino
Colore tra il giallo ed il rosso, cioè a un punto d'arancione basso il colore delle giuggiole.
Glacé
Termine francese che significa ghiacciato.
1. Filati e tessuti lavorati con cera e lucidati.
2. Per estensione un aspetto lucido in genere.
inglese: kid
tedesco: Glacé
spagnolo: cabritilla; tejido satinado
Glamour
Voce inglese che significa "fascino, incantesimo, malia".
Sensualità e fascino irresistibile, specialmente femminile (glamour girl). Esiste anche una forma abbreviata in glam.
Glauco
Colore verdazzurro alquanto chiaro: colore proprio del mare.
Gloria
Tessuto leggero in armatura tela e più raramente saia o raso, battuto fittamente: più frequentemente è allestito con fili di nailon, ed è usato per ombrelli; qualora sia allestito con fili di seta prende il nome di Seta Gloria
Glaze
Tessuto liscio, di medio peso in seta con armatura a raso, in cui ordito e trama sono di diversi colori, in maniera tale da ottenere un effetto cangiante sulla superficie del tessuto. Viene utilizzato per realizzare cappotti e abiti da donna.
Glazé incrociato
Tessuto di medio peso, lucido in cotone caratterizzato da armatura a saia reversibile a quattro legami (circasso); viene utilizzato per la produzione di fodere.
Glencheck; Principe di Galles
Motivo comunemente utilizzato per un tessuto di lana, caratterizzato da grossi riquadri in due o più colori, creati tramite orditura e torcitura di colore su uno sfondo di design delicato. Tipicamente in armatura a saia e realizzato con filati pettinati o cardati. Viene impiegato per la realizzazione di completi e giacche da uomo, e di completi e cappotti da donna dalle forme eleganti e sportive. Il nome deriva dal termine scozzese gaelico "glen" ("famiglia"} e dall’inglese "check", lo stile di abbigliamento di una famiglia che la contraddistingue da altre famiglie. Il nome di questo motivo varia di paese in paese, in Francia, per esempio, è noto come "principe di Galles", in Austria come "Esterhazy".
Gobelin [goblèn]
Voce francese, che è il nome di una antica fabbrica di tappezzeria.
Tessuto operato fabbricato industrialmente con telai jacquard. Riproduce quadri, dipinti e soggetti floreali costruendo diverse trame e orditi che danno vita a diversi effetti e colori. Simile all'arazzo. Il filato più usato è il cotone. Vengono impiegati nell'abbigliamento e nella borsetteria.
STORIA - Famosi sono gli arazzi della Manifattura Reale dei Gobelins fondata a Parigi nel 1662 con l'acquisto e la risistemazione - da parte di Luigi XIV - di alcuni edifici situati nel Faubourg Saint-Michel, appartenenti ad una famiglia di tintori, i Gobelins. Nel 1667 i labotori dei Gobelins divennero sede ufficiale della Manifattura Reale, posta sotto il controllo del primo ministro J-B. Colbert, nominato soprintendente alle fabbriche reali, e diretta da Charles Le Brun: questa doveva essere, nelle intenzioni del re, non solo una serie di laboratori altamente specializzati nella produzione di beni di lusso (tessuti, tappeti, mobili, porcellane, argenti, ecc.) ma sopratutto una grande scuola di arti decorative, per incrementare l'industria nazionale. Ben presto, però, si limitò alla sola produzione di arazzi. E' attiva anche oggi.
spagnolo: gobelino
Godet; taglio a godet
Gonna lunga con orlo, linea che abbraccia la figura dalla vita alle ginocchia, dove si apre in maniera decisa grazie alla presenza di pieghe o anche inserti, che conferiscono alla gonna la tipica forma scampanata o a cono.
Goffrato
1. Participio passato di goffrare. Tessuto, chiamato anche bugnato, realizzato per effetto di una particolare armatura, che reca in superficie effetti a rilievo alternati ad incavi formanti disegni geometrici. L'effetto, che può essere paragonato ad un nido d'ape, risulta da un gruppo di fili di trama e di ordito liberi (briglie), la cui lunghezza va man mano crescendo e poi diminuendo. Le briglie si dispongono l'una sotto l'altra in modo che quella di lunghezza maggiore venga sollevata e formi una specie di cresta. Tale effetto può essere ottenuto artificialmente mediante goffratura (che è una procedura che fa passare il tessuto tra calandre scolpite e riscaldate). In maglieria si deve ricorrere a speciali punti che trattengono alcune parti e ne lasciano più morbide le altre, oppure questo effetto si può realizzare con tessuti elastici.
2. agg. [sec. XX; pp. di goffrare]. Di tessuti a rilievo che hanno un aspetto caratteristico con piccole piramidi in incavo, formate da linee longitudinali e trasversali in rilievo. L'effetto, che può essere paragonato a un nido d'ape, risulta da un gruppo di fili di trama e di ordito liberi (briglie), la cui lunghezza va man mano crescendo e poi diminuendo. Le briglie si dispongono l'una sotto l'altra in modo che quella di lunghezza maggiore venga sollevata e formi una specie di cresta. Tale effetto può essere ottenuto artificialmente su tessuti di cotone mediante goffratura.
In francese: dessin gaufré; dessin à carreau
inglese: dice pattem
tedesco: Wurfelmuster
spagnolo: dibujo de cuadros
Goffratura
Trattamento di finissaggio che serve a imprimere sui tessuti un determinato disegno inciso su cilindro di acciaio. Sinonimo: goffraggio.
sf. [sec. XIX; da goffrare sul modello del francese gaufrure]. Impressione in rilievo o in incavo di disegni, motivi ornamentali ecc. su tessuti, carta, cartone, fogli di metallo, gomma, materie plastiche, pelli, ottenuta mediante utensili a mano (ferri) o facendo passare il foglio tra le calandre di una goffratrice.
Gomitolatrice
sf. [da gomitolo]. Macchina per formare i gomitoli, detta anche aggomitolatrice. È simile all'aspatoio con la differenza che il filato si avvolge su perni d'acciaio anziché sull'aspo.
Gomitolo
sm. [sec. XIII; dal latino glomus sul modello di gomito].
1) Confezione nella quale vengono posti in commercio i filati d'aguglieria per poter essere lavorati con i ferri o all'uncinetto. Di peso che varia generalmente dai 20 ai 50 g, il gomitolo viene formato sulla gomitolatrice.
2) Per estensione, viluppo di forma tondeggiante: fare un gomitolo di una cravatta, degli abiti. In particolare, in veterinaria si usa l'espressione gomitolo di pelo per indicare l'agglomerato di peli che i gatti ingoiano quando si puliscono e che non vengono vomitati o eliminati con le feci ma che si localizzano allo stomaco e all'intestino. Questo inconveniente è molto frequente e si riscontra in particolar modo nei gatti a pelo lungo. La sintomatologia è caratterizzata da mancanza di appetito, vomito e, nei casi più gravi, da anoressia e perdita di peso. La terapia consiste nella somministrazione di lassativi o di prodotti specifici.
3) Lett., intrico, groviglio: “non ho voglia / di tuffarmi / in un gomitolo / di strade” (Ungaretti
Gommapiuma
Nome commerciale di un prodotto di sintesi spugnoso, che si ottiene mediante vulcanizzazione, incorporando nella gomma allo stato spugnoso aria o prodotti atti a sviluppare gas. Si presenta a fori finissimi, leggero, elastico e resistente. Nella confezione è usato come materiale per spalline.
Gommato
Tessuto generalmente di cotone, sul quale è stato spalmato uno strato di gomma.
Gonna
Abbigliamento femminile che copre il corpo dalla vita in giù; un capo indispensabile nel guardaroba di una donna. Indossata con una camicetta o un maglione, può anche far parte di un completo. I cambiamenti nella lunghezza e nella larghezza della gonna sono influenzati dalle mode per l’abbigliamento femminile. Le gonne possono avere varie forme, spesso determinate dal taglio. Possiamo distinguere tra: gonna a bottoni, gonna pantalone, gonna a portafoglio, gonna plissé, gonna dritta, gonna a ruota, gonna a pieghe, gonna-vestito smanicato , gonna a portafoglio sovrapposta e gonna a campana
Gonna-vestito smanicato
Capo femminile da vestito semplice che consiste in una gonna la cui lunghezza arriva fino alla parte superiore di un vestito. È senza maniche e assomiglia ad un vestito da donna poiché copre anche la parte superiore del corpo. Nel passato, era un capo d'abbigliamento femminile molto in voga.
Gonna a campana
Si amplia accentuatamente dalla linea sul fianco fino alla parte inferiore, in modo che questa circonferenza formi delle pieghe a campana; normalmente è costituita da più di un pezzo e a volte tagliata ad un angolo
Gonna a gradini
Gonna scampanata, con zone trasversali create da pieghe o pieghette; forma due livelli, estesi fino al bordo inferiore.
Gonna a pieghe
1. Su tutta la circonferenza e lunghezza presenta delle pieghe o pieghe invertite distanziate uniformemente, unidirezionali e orizzontali. Viene comunemente usata nell’abbigliamento da bambina.
2. Per tutta la sua superficie sono distribuite uniformemente pieghe o contropieghe (plissé), formate attraverso l‘arricciatura
Gonna a portafoglio
1. Caratteristica per la sua forma ampia e perpendicolare; viene allacciata unicamente in vita.
2. Avvolge la figura ed è chiusa. Può essere bottonata oppure sovrapposta; comunemente in uno stile dal taglio semplice.
Gonna dritta
La misura della vita della gonna è approssimativamente identica alla misura della circonferenza del bordo inferiore così da dare (formare) una linea dritta. Per facilitare la camminata, il bordo inferiore della gonna è caratterizzato dalla presenza di uno o due spacchi
Gonna pantalone
Pantaloni di forma ampia che raggiungono comunemente l’altezza del ginocchio. Il fronte e il retro del capo sono studiati in maniera tale da formare una "S" perfetta durante la camminata. A seconda del taglio, la gonna pantalone può essere a pieghe, increspata o a pieghe piatte. La lunghezza si adatta alle esigenze della moda in voga. Questo tipo di abbigliamento sportivo fece la propria comparsa intorno al 1930.
Gonna svasata; gonna a campana
Si svasa dal fianco in giù, quindi la circonferenza del bordo inferiore è più ampia di quella dei fianchi. Solitamente è costituita da più di un pezzo.
Goretex®
Fibra sintetica in teflon molto porosa utilizzata per produrre tessuti impermeabili, antivento ed a elevata traspirabilità.Sottile membrana microporosa, ottenuta per stiramento di un foglio di PTFE. Poiché ogni foro è 20.000 volte più piccolo della più piccola goccia d'acqua, ma 700 volte più grande della molecola di vapore acqueo, il gore-tex risulta impermeabile all'acqua ma non al vapore. Per tale sua qualità viene usato in capi di vestiario e calzature sportive, che non impediscono la traspirazione, pur essendo perfettamente impermeabili.
Grafico della struttura di tessitura
Armatura illustrata dall’accostamento dei punti leganti dell’ordito su una carta a punti quadrati, dove i buchi nella parte verticale rappresentano i fili dell’ordito e quelli nella parte orizzontale quelli della trama.
Grafico di stesura
Carta su quale sono disegnati i cartamodelli da tagliare ottimizzando i consumi del tessuto
Grana di riso
1. Punto da eseguire a maglia a macchina o ai ferri; consiste nell'alternare uno o due punti diritti con uno o due punti a rovescio nel lavoro orizzontale e verticale.
2. Disegno di drapperia che crea un motivo di piccoli grani fittamente sparsi sulla stoffa.
Granata
Per il colore del granato, cioè un rosso scuro e caldo.
Granité
Tessuto in seta e lana, rigido per certi versi alla mano e caratterizzato da un superficie granulosa che costituisce sottili figure a effetto ciottolato; costruito con armatura a saia. Viene impiegato per la realizzazione di abiti da donna, camicette e, nella sua forma più pesante, per i cappotti estivi. Il suo nome trae origine dal francese "granite" ("granuloso"}, che descrive l’aspetto della superficie del tessuto.
Granato
Dal bruno scuro al rosso viola variano le tinte della pietra detta granato, che può essere "orientale" (un corindone) o "comune". Pietra di bella apparenza ma non di grande valore. Anche per il suo colore (granata) questa pietra è spesso scelta.
Granulé
Tessuto moda caratterizzato da una superficie sottile e granulosa che si può ottenere tramite armature di varie strutture. L’aspetto del tessuto ricorda quella del crepe sabbiato.
Greca
1. Ornamento composto da una linea che procede e s'intreccia ad angoli retti, quindi a segmenti sempre tra loro paralleli o perpendicolari, e può guarnire tanto una veste quanto un gioiello o un accessorio.
2. S'è detto greca anche a una corte veste muliebre, con maniche corte e larghe.
Grembiule
Composto da una gonna ed un corpetto, serve a proteggere l’intero capo. Si differenzia dagli altri capi perché aperto lungo tutto il retro. Viene chiuso solo alla vita.
Grembiule; grembiule smanicato
Gonna a portafoglio o indumento copri-busto indossato per proteggere la parte anteriore e laterale (a volte anche quella posteriore) della figura o dell‘indumento. Viene allacciato attraverso una cinta. Si distingue tra grembiule smanicato, grembiule mezza lunghezza e grembiule tipo vestito.
Grembiule alla vita
E’ simile ad una gonna e serve a proteggere i vestiti dalla vita in giù; viene legato alla vita con una cinta.
Grembiule senza maniche
Nella parte anteriore scende fin sotto la vita con una pettorina e (solitamente) bretelle regolate per la sua chiusura. Viene più comunemente impiegato come grembiule da lavoro.
Grenadine
Voce francese.
1. Tessuto leggero traforato come pizzo.
2. Tipica qualità di seta organzini, ottenuta dall'unione di tre fili a maggiore torsione, con caratteristiche meccaniche superiori
3 .Filato ritorto in maniera molto vivace derivato da fibre sottili con 1.200-1.800 torsioni per metro.
4. Garza di seta o di lana porosa e pesante che si presenta sostanzialmente rigida alla mano; costruita in armatura a lino o a garza, comunemente con un ordito caratterizzato da filato altamente ritorto. Viene utilizzata per la realizzazione di abiti da donna di peso leggero
Greggio (colore)
Colore tra il bianco e il marrone chiarissimo (beige). I francesi ciano écru il colore del tessuto naturale. In italiano potremmo chiamarlo "colore grezzo", o l'equivalente "colore spago
Greggio (Grezzo)
1. Materiale tessile non lavorato o non rifinito che può essere in fiocco, in filato, in tessuto.
2. Ind. cuoio - Non conciato.
Gridellino
Dal francese gris-de-lin.
Antica e bella voce italiana, per dire il colore tra il grigio e il rosa, che con voce derivata dal francese si dice comunemente lilla, e vale anche per il viola pallido.
Altro sinonimo in italiano è grisellino
Griffe
Termine francese; propriamente "artiglio, impronta".
Etichetta, marchio, firma tessuta o impressa da stilisti e designers su generi di abbigliamento e su qualsiasi prodotto condizionato dai dettami della moda.
Grigiastro
Un grigio incerto, pendente verso altri colori indeterminati.
Grigio
Il grigio puro è composto di bianco e di nero; ma innumerevoli sono i grigi, che, per l'aggiunta di un colore o dell'altro, assumono diverse sfumature e meritano diversi nomi, che non è possibile elencarli tutti: grigio perla, grigio piombo, grigio ferro, grigio argento, grigio pietra, grigio ardesia, grigio talpa, grigio tortora, grigio sabbia, grigio acciaio, grigiazzurro, grigioviola, grigio gialligno, grigio rosato, grigioverde, ecc. Si può anche dire per un grigio molto chiaro grigetto
Grigiolato
Per macchiato di grigio, spruzzato di grigio ("una pelliccia grigiolata").
Griglia
sf. [sec. XIX; dal francese grille].
1) Gratella, graticola per cuocere carni, pesce, usata specialmente nella loc. alla griglia: filetto alla griglia, orata alla griglia. La caratteristica di questo sistema di cottura, in cui i cibi sono esposti al fuoco, meglio se di legna, sta nel fatto che il primo urto di calore produce una pellicola protettiva che impedisce ai succhi interni di uscire.
2) Parte dei focolari a combustibile solido, avente la funzione di sostenere il combustibile stesso e di offrire un passaggio all'aria comburente.
3) Nell'industria mineraria, parte essenziale di un vaglio costituita da barre di acciaio affiancate, fisse o mobili, o da una grata o da tela metallica che consente la classificazione di grani o pezzi di minerale.
4) Nell'industria tessile, parte degli apritoi e dei battitoi composta da tante sbarre triangolari di ferro che concorre alla sfioccatura del cotone e della lana.
Grisaglia
Adattamento dal francese grisaile.
1. Disegno classico con effetto di scaletta diagonale, poco marcata.
2. Per estensione tessuto pettinato, realizzato con l'armatura Batavia, ordendo un filo scuro ed un filo chiaro e tessendo una trama chiara ed una scura. Trova impiego principalmente su tessuti generalmente uomo, fabbricati molto spesso con filati bianchi e neri, che danno nell'insieme un effetto grigio.
Grisetta
Dal francese grisette, da gris = grigio
Tela grigia spinata ottenuta con filati bianchi e neri.
sf. antiq. [sec. XVIII; dal francese grisette, da gris, grigio].
1) Stoffa di colore grigio; anche l'abito dello stesso colore.
2) Sartina di facili costumi.
Grizé
Tessuto morbido e svolazzante di seta caratterizzato da una superficie sottile in rilievo, che è decorata per ottenere un effetto irregolare di puntini color oro e argento
Grombi
Definizione impropria per Crombie.
Grossa
Nel gergo commerciale si definisce una unità di 144 Bottoni che indica una dozzina di dozzine
Gros
Termine francese; propriamente "grosso"
1. Tessuto ad armatura taffetà senza rovescio, nella quale sono inserite più trame per passo, per cui si presenta a coste trasversali più o meno marcate. Generalmente in seta pesante, e di apparenza granulosa. Entrò nell'abbigliamento femminile agli inizi del XIX sec.
2. Termine collettivo per indicare tessuti di seta dall’aspetto che richiama il taffeta, che presentano un doppio ordito e una trama a sei. Il tessuto offre normalmente una superficie granulosa, e può presentare una leggera costolatura insieme a un peso medio. Per la sua produzione vengono impiegati filati più fini e più grezzi tanto per l’ordito quanto per la trama. Il tessuto viene impiegato per la realizzazione di abiti da donna.
Gros de Tours
E' una armatura taffetà nella quale sono inserite due trame per passo
Gros-grain [grogren]
Termine francese che significa grana grossa.
1. Tessuto caratterizzato da sottilissime coste trasversali più o meno in rilievo, le cui pronunciate nervature in ordito possono essere ottenute sia con effetto di armatura sia con l'impiego di filati ritorti di titolo diverso. Solitamente l'ordito è di lana, seta, raion o fibre sintetiche mentre la trama è in cotone. E' usato per confezioni femminili.
2. Nastro senza cimosa, sempre costituito da due elementi: trama in cotone, catena in seta o raion, con coste verticali; per la costituzione della sua armatura serve come anima interna di alcune confezioni (cinture, battitacco per pantaloni, fettuccia, ecc.).
3. Tessuto di seta stretto e pesante, la cui superficie presenta una caratteristica costolatura a reps. Viene prodotto con filato di seta fine naturale nella trama e nell’ordito; il filato della trama è, a volte, in lana; l’armatura è a reps o a Panama]]. Al fine di ottenere la costolatura che lo caratterizza, vengono fatti ruotare filati grezzi di trama in vari modi. Viene impiegato per la realizzazione di abiti e completi da donna.
Grège (seta)
Filato di seta costituito dall’avvolgimento simultaneo di fibre provenienti da diversi bozzoli di bachi da seta.
Grucce
sf. (pl. -ce) [sec. XIII; dal germanico krukkja, dal latino crux-cis, croce].
1) Lo stesso che stampella. Fig., argomenti che si reggono sulle grucce, assai deboli; essere sulle grucce, in condizioni misere; tenere qualcuno sulla gruccia, tenerlo in sospeso.
2) Per estensione, nome di alcuni oggetti la cui forma è simile alla gruccia; in particolare: arnese che serve da posatoio per i pappagalli; arnese di legno a forma di T con un uncino sopra il congiungimento dei due bastoncelli, per appendere gli abiti negli armadi; maniglia di ottone di porte o finestre, a forma di gruccia.
Grunge
Stile d'abbigliamento collegato ad abiti sdruciti, molto usati.
Guaina; busto
Tipologia di abbigliamento intimo elasticizzato da donna, il cui scopo è quello di modellare al meglio la figura femminile, in particolare nelle zone di vita e fianchi. E‘ un pezzo unico, senza allacciatura e prevalentemente in un materiale elastico chiamato lastex; la parte posteriore è in un materiale tessile rigido.
Guanaco (Huanaco)
Fibra prodotta dall'omonimo animale (appartiene alla famiglia degli Auchenedi) che vive nelle Ande meridionali argentine fino alla regione sub-polare, addomesticato e allo stato selvaggio; ha pelo lanoso, lungo, colore bruno rossiccio, più ordinario del lama. Una delle tre specie Lama (della famiglia dei Camelidi) che rappresentano i cammelli del continente antico che non hanno gobbe sul dorso.
CODICE TESSILE: WU (EURATEX)
Guanti
Accessorio d’abbigliamento per coprire e proteggere le mani dal freddo e dallo sporco; i guanti costituiscono anche un accessorio di moda. In base al loro utilizzo possiamo distinguere tra guanti da lavoro, da sera, sportivi e da cerimonia. I guanti vengono forniti in paia e sono prodotti in una grande varietà di materiali: stoffa, maglia, pelle, pelliccia, tulle e pizzo. La scelta del materiale è determinata dall’uso. I guanti posso avere le dita, solo il pollice o essere senza dita. I guanti furono scoperti nelle Piramidi in Egitto. Nel Medioevo, spesso avevano un significato simbolico; guanti ornati di pietre preziose erano tra gli accessori più lussuosi indossati dalle classi privilegiate.
Guanti a manopola
Guanti con una sezione separata per il pollice, che terminano con un bordo elastico oppure senza bordo. Possono essere in tinta unita oppure a motivi, in maglia oppure tessuto. Vengono utilizzati come protezione contro il freddo invernale e come elemento di composizione dei dispositivi di protezione individuale sul lavoro.
Guanti senza dita da bambino
Tipici guanti senza dita fatti a maglia, che sono indossati al polso. Vengono utilizzati per i neonati e i bambini.
Guanteria
sf. non comune [sec. XIX; da guanto]. Fabbrica in cui si producono guanti; il negozio in cui si vendono.
Guanto
sm. [sec. XIII; dal francese ant. guant, che risale al francone want]. Accessorio dell'abbigliamento, di pelle, lana, cotone o altro, che serve a coprire e proteggere la mano, sulla quale si infila in modo aderente così da riprodurne la forma; per lo più le dita sono separate tra loro (talvolta però è staccato solo il pollice): guanti da uomo, da donna; guanti di rete; infilare, togliere i guanti; calzare come un guanto, aderire perfettamente; fig., adattarsi molto bene: il ruolo di Mirandolina le calza come un guanto; guanti lunghi, che coprono anche il braccio, indossati dalle donne con l'abito da sera; mezzi guanti, che lasciano scoperte le dita; guanto di gomma, usati dai chirurghi durante le operazioni, dalle donne durante i lavori domestici e, in genere, per proteggere le mani, da chi maneggia sostanze nocive; guanto d'armi, guanto di ferro, parte delle antiche armature che proteggeva la mano. Nelle loc. fig.: gettare, lanciare, mandare il guanto, sfidare, provocare (dall'usanza cavalleresca di gettare il guanto addosso a una persona in segno di sfida); raccogliere il guanto, accettare la sfida; ladro in guanti gialli, ladro dall'aspetto e dal comportamento esteriore elegante e ricercato; trattare con i guanti, con molti riguardi e premure: mano di ferro e guanti di velluto, detto di chi agisce con energia e fermezza ma con dolcezza di modi. Con accezione specifica, in fisica nucleare, cella a guanti, camera a tenuta sulle cui pareti sono fissati spessi guanti di gomma che consentono la manipolazione a distanza di sostanze altrimenti pericolose.
Cenni storici L'uso del guanto come protezione e ornamento delle mani è molto antico, come documentano i ritrovamenti nelle tombe egiziane. I primi guanti erano dei semplici sacchetti da legare ai polsi, solo più tardi si separò prima il pollice, poi le altre dita. Sembra che i Greci non li usassero, mentre i Romani distinguevano tra digitalia (per le dita) e manicae (interi). In Europa i guanti cominciarono a diffondersi dal sec. VI a opera dei popoli barbari e nel Medioevo erano di uso comune, assumendo spesso anche un significato simbolico nei rapporti sociali, nella liturgia religiosa, per atto di sfida. Mentre i contadini usavano grossolani guanti a sacco, le classi privilegiate cominciarono a considerare il guanto come accessorio di moda: lo si confezionò allora con stoffe ornate da ricami e pietre preziose, con merletto, con pelli variamente profumate e, dal sec. XVI, anche a maglia. Alla corte di Luigi XIV furono di moda i guanti alla moschettiera; l'Impero introdusse i guanti femminili lunghissimi e colorati. Nell'Ottocento i guanti ricomparvero nel guardaroba maschile, che li aveva eliminati nelle epoche barocche e rococò, e si diffusero i mezzi guanti per le donne (mitaines). Divenuti nel sec. XX un accessorio di largo uso, i guanti si trovano confezionati in materiali, fogge e lunghezze diversi.
Guardolo
sm. [da guardare nel senso 3]. Striscia di cuoio che si mette per rinforzo tra la suola e il tomaio della scarpa.
Guarnello
sm. [sec. XV; etim. incerta].
1) Tessuto d'accia e di bambagia usato un tempo per confezionare vesti modeste o come fodera di abiti, coperte, ecc.
2) Ampia sottogonna portata anche da sola o sotto i costumi regionali.
Guarnizione
Filatura, rivestimento metallico a denti degli organi lavoratori della carda.
Guazzatoio
sm. toscano [sec. XIV; da guazzare].
1) Luogo dove si conducono ad abbeverare e a guazzare gli animali.
2) Vasca per lavare le lane.
Gugliata
Da agugliata.
1. Il tratto di filo che si introduce nella cruna dell'ago, di volta in volta, per cucire.
2.