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Mascherine riutilizzabili in tessuto
Disponibilità immediata
Mascherine
  • Facciale, in misura unica , tessuto 100% COTONE
  • Riutilizzabile per almeno 20 volte previo lavaggio in lavatrice e stiratura come indicato nelle istruzione di lavaggio
  • Articolo conforme alla normativa del decreto numero 18 del 17/03/2020 art.16 ;
Certificata CE - Dispositivo medicale di classe 1

Lavare a mano

Lavare a mano senza Lavatrice

Lasciate a bagno i tessuti bianchi in lino, cotone e canapa per un’ora e gli indumenti colorati per dieci minuti.

i pizzi come il tulle acquistano freschezza se lavati con acqua di riso: bollite a lungo una cucchiaiata di riso in mezzo litro d’acqua, filtrate ed eventualmente, se la soluzione è troppo densa, allungate con altra acqua prima dell’uso.


Abiti da uomo: spazzolare asciutti, strofinare con una spugna inumidita, pulire bavero e polsini con ammoniaca. Per abiti scuri utilizzare alcol, pulire delicatamente.
Angora: lavare con acqua tiepida addizionata di detersivo per tessuti delicati, risciacquare alla stessa temperatura, non strizzare né sfregare. Avvolgere in una salvietta di spugna e lasciare asciugare. L’angora diventa più morbida aggiungendo un poco di glicerina nell’ultima acqua di risciacquo. Quando è asciutta, spazzolare con una spazzola morbida, una volta in senso normale e una volta contropelo.
Biancheria bruciacchiata: strofinare le macchie marroni con il succo di una cipolla fresca tagliata a metà.
Cachemire e seta di colore nero: mettere secondo un’antica formula una tazza di ammoniaca in un secchio di acqua tiepida, immergervi il capo e lasciarlo a mollo per mezz’ora. Quindi risciacquare due volte e senza strizzare appendere sgocciolante, stirare a vapore ancora umido. Invece dell’ammoniaca si può usare corteccia di saponaria o panama, in questo caso bisogna lasciare a mollo il capo per 24 ore. Pare facciano meraviglie anche gli infusi di tabacco arrotolato e tè verde.
Calze da donna: i colori si rinnovano mettendo nell’ultima acqua di risciacquo un poco di aceto oppure coprendo il tessuto con un panno imbevuto di acqua e aceto e stirando il tutto.
Calze elastiche: vanno lavate in acqua saponata tiepida. Risciacquare bene, asciugare in un panno ruvido, non mettere mai sul calorifero.
Capi colorati: per accertarsi che non stingano, inumidire una parte poco visibile e strofinarla con uno straccio bianco.
Cravatte di seta: vanno lavate in acqua di cottura di patate tiepida.
Decolorazione tessuti: mettere a mollo la stoffa in latte fresco fino a quando il latte è diventato acido e spesso. Risciacquare con acqua.
Fazzoletti: diventano magnificamente bianchi se prima del lavaggio li si lascia a bagno per 24 ore in una soluzione di acqua e sale.
Feltro (cappelli): per eliminare le macchie d’umidità, strofinarle con carta vetrata finissima.
Flanella: va lavata in acqua fredda o leggermente tiepida, con eventuale aggiunta di un poco di ammoniaca. Ritorna morbida aggiungendo all’acqua di risciacquo un poco di glicerina.
Jersey: si lava con acqua tiepida addizionata di detersivo per tessuti delicati. Strizzare delicatamente il capo, stenderlo su di un panno e lasciarlo asciugare. Se necessario stirare sul rovescio con un panno umido.
Lana: non diventa ruvida e infeltrita se si fa attenzione che l’acqua di risciacquo abbia la stessa temperatura di quella di lavaggio. Dovrebbe essere lavata unicamente con un detersivo specifico.
Merletto: mettere a bagno in latte freddo e senza risciacquare disporre teso su di un panno pulito usando degli spilli. Un altro metodo: avvolgere i capi attorno a una bottiglia pulita, assicurarli con un nastro e lavarli in acqua saponata tiepida, fino a quando lo sporco si è sciolto. Al termine sciacquare. Infine passare il merletto con amido di riso fine o con acqua di riso, toglierlo dalla bottiglia e lasciarlo asciugare.
Merletti e veli neri: si lavano in una miscela di birra e acqua (metà e metà) o in acqua di menta con uno spruzzo di alcol.
Mutandine di gomma: si lavano in acqua e detersivo per tessuti delicati.
Pantaloni di pelle: ritornano morbidi se li si immerge in quattro litri d’acqua nella quale sono stati versati due cucchiai di olio d’oliva. Premerli bene.
Pelle lavabile: si lava con sapone duro o detersivo per tessuti delicati, si mette un poco di aceto nell’acqua dell’ultimo risciacquo e la si appende all’aria.
Ricami: diventano colorati e in rilievo se li si passa con un panno imbevuto di acqua e aceto e li si stira dal rovescio. La parte di tessuto non ricamata va stirata anche sul diritto.
Seta: si lava mettendo a bagno delicatamente il capo in una soluzione di detersivo per tessuti delicati. L’acqua deve essere tiepida, si deve risciacquare con acqua pulita. Si ottiene uno splendore setoso aggiungendo trementina nell’ultima acqua di risciacquo (un cucchiaio da tè per un litro d’acqua). I tessuti di seta chiari si possono lavare anche in acqua e crusca setacciata alla quale è stato aggiunto allume in polvere e, se possibile, sapone veneziano. Si risciacqua in acquavite con un poco di zucchero e si fa asciugare tra due panni.
Seta artificiale: va lavata in acqua fredda quindi risciacquata due volte mettendo un poco di aceto nella prima acqua di risciacquo. Va poi avvolta in un panno ruvido e lasciata asciugare. Non va stirata, eventualmente si può passarla sul rovescio con il vapore.
Sudore: l’odore scompare se si mette il capo bagnato di sudore tra due panni imbevuti con una soluzione di acqua e un poco di ammoniaca e lo si passa delicatamente con il ferro a vapore.
Taffettà: ridiventa rigido se lo si passa in una soluzione di acqua zuccherata tiepida.
Tendine di pizzo (nuove): si mettono prima del lavaggio in acqua e sale affinché l’inamidatura si sciolga. Infine immergere in acqua borica e risciacquare con acqua.
Tessuti di broccato: diventano nuovamente splendenti se li si strofina con una pelle di daino.
Tessuti di lana lisi: ritornano come nuovi se li si spazzola con ammoniaca (un cucchiaino da tè di ammoniaca in una scodella d’acqua).
Tessuti di lana macchiati e lisi: vanno messi a bagno per una notte in una soluzione di acqua e sale: mezzo chilo di sale in dieci litri d’acqua. Poi si lava in acqua e detersivo speciale, si lascia asciugare in un panno ruvido, meglio se disteso.
Tessuti imbottiti: si lavano a tiepido in una soluzione di detersivo per tessuti delicati, si premono bene e si risciacqua. L’ovatta ritorna soffice se si lascia a bagno il capo da 10 a 15 minuti in acqua e sale.
Trapunte (fare attenzione alle istruzioni per il lavaggio!): vanno lavate in una soluzione di acqua fredda e detersivo. Poi strizzate, sciacquate in acqua fredda e lasciate asciugare all’aria.
Velluto: va pulito con una spugna o un panno bagnati. Se è molto sporco versare un poco di petrolio e strofinare contro pelo. Le parti schiacciate vanno inumidite con dell’alcol e poi tenute su vapore dal lato rovescio. Attenzione! Non avvicinate al fuoco. Quando è asciutto spazzolare.
Velluto, cretonne e mussola: si lavano in acqua di patate tiepida o con saponaria. Nel caso in cui si usi saponaria occorre rinforzare il tessuto con uno spesso strato di gelatina sciolta.