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Mascherine riutilizzabili in tessuto
Disponibilità immediata
Mascherine
  • Facciale, in misura unica , tessuto 100% COTONE
  • Riutilizzabile per almeno 20 volte previo lavaggio in lavatrice e stiratura come indicato nelle istruzione di lavaggio
  • Articolo conforme alla normativa del decreto numero 18 del 17/03/2020 art.16 ;
Certificata CE - Dispositivo medicale di classe 1

TESSUTI

NOTE  SUI  TESSUTI  

 

Il  TESSUTO  è un manufatto tessile formato , generalmente , mediante l’intreccio di FILI o FILATI  che possono essere costituiti , a loro volta , da  FIBRE NATURALI (lana, cotone, lino, iuta, ecc. ) e/o ARTIFICIALI ( viscosa, raion, modale, acetato, ecc. ) e/o SINTETICHE ( poliammidiche/nailon, poliestere, acriliche, aramidiche/nomex, ecc. ).

 

I  MANUFATTI  TESSILI  sono il frutto di innumerevoli tecnologie (in continua evoluzione) che possono dare prodotti molto diversi uno dall’altro e quindi potremo avere :

 

A -  TESSUTI  TRADIZIONALI  costituiti da FILI DI ORDITO (lungo il senso della lunghezza della pezza) intrecciati con FILI DI TRAMA (lungo il senso dell’altezza della pezza);

 

B -  TESSUTI A MAGLIA costituiti dall’intrecciarsi di fili solamente di ordito o solamente di trama ;

 

C -  TESSUTI NON TESSUTI o semplicemente NON TESSUTI costituiti da veli di fibre coesionate tra loro ,in modo anche disordinato, per mezzo di vari sistemi (meccanici, aerodinamici, idrodinamici, ecc. ).

 

In questa sede tratteremo , anche se brevemente, i TESSUTI TRADIZIONALI  che sono , come già accennato, costituiti da fili paralleli di ORDITO  o di CATENA  intersecati , con una certa sequenza, da fili così detti di TRAMA o  INSERZIONI , in modo da dare luogo alle più svariate STRUTTURE  o  ARMATURE  come ad esempio l’armatura TELA , OXFORD , SAIA o SPIGA , BATAVIA , RASO , ecc. ( vedere l’allegato 1 /  SPE  23 ).

 

A parità di armatura , un tessuto può diversificarsi per la grossezza del filato ( TITOLO ) e/o per il numero di fili presenti in un centimetro secondo l’ordito e secondo la trama ( RIDUZIONE ). Si vedano a questo proposito negli allegati 2 e 3 / UNI 8492  e  UNI 8494  i tipi di tessuti che possono essere impiegati per indumenti da lavoro e per le comunità .

 

Vedere anche gli allegati  4 e 5 /  Moduli Caratteristiche Tecniche dei Tessuti  che mostrano due esempi relativi alla determinazione di alcune caratteristiche di due tessuti GREGGI acquistati dalla nostra Azienda e sottoposti al controllo in entrata ( prassi prevista dal SISTEMA QUALITA’ AZIENDALE  SECONDO  UNI EN ISO 9002 ).

 

Si possono comunque definire un po’ più precisamente le caratteristiche di cui sopra :

 

L’ARMATURA è il sistema di intreccio formato dai fili di ordito e dai fili di trama costituenti il tessuto .

 

La  RIDUZIONE  è il numero di fili al centimetro ( fili/cm ) sia in ordito che in trama .

 

Il  TITOLO  è l’indicazione della grossezza di un filato che , a causa della sua natura irregolare e comprimibile , non è misurabile ed esprimibile come diametro. Le unità di misura del titolo sono diverse come il TEX , l’ Nec , l’Nm , l’Np , l’Ne , l’ Nel , il Td .

I primi due , TEX  e Nec , sono i più usati nel nostro ambito e si possono definire nel modo seguente:

 

TEX è il rapporto tra il peso del filato e la sua lunghezza prefissata di 1000 metri ; il TEX è direttamente proporzionale alla grossezza , cioè se aumenta la grossezza aumenta il valore TEX e viceversa. Vi sono dei multipli e dei sottomultipli come il  kTEX (chilo TEX = 1000TEX ) e il  dTEX (deci TEX = un decimo di TEX ).

 

Il Nec (Numero Inglese Cotone) è il rapporto tra la lunghezza del filato ed il suo peso prefissato di una libbra ( 453,6 g) ; il Nec è inversamente proporzionale alla grossezza , cioè se aumenta la grossezza diminuisce il valore Nec e viceversa.

 

Vedere l’allegato 6 che mostra la corrispondenza tra le varie unità di espressione del titolo e l’allega- to 7 che dà le formule per il passaggio da TEX a Nec e viceversa ed evidenzia, nel grafico, l’anda-mento di questi parametri del filato con la possibilità di una rapida conversione ,anche se non sempre precisa .

 

Il  PESO  UNITARIO ( g al m2  o g / m2 ) esprime il peso in grammi di un metro quadro di tessuto ed è conseguente alla riduzione ( fili/cm ) e al titolo ( grossezza del filo ).

Talvolta il peso di un tessuto può essere espresso in grammi al metro lineare e quindi se si volesse l’espressione in grammi al metro quadro basta dividere la prima espressione per l’altezza del tessuto e moltiplicare questo risultato per 100 :

es.  se un tessuto ha peso di 450 g/ml  ed una altezza di 150 cm , avrò che  i

                              g/m2 = 450 : 150 x 100 = 300 .

Viceversa se dai g/m2 voglio passare ai g/ml  eseguirò, usando i valori precedenti ,

                               g/ml = 300 : 100 x 150 = 450 .

 

Una determinazione che riassume, in un certo senso, le precedenti  è la RESISTENZA  A  TRA-ZIONE  SU STRISCIA la quale esprime , sia nel senso di ordito che di trama , il carico di rottura

( in kg  o in daN ) a trazione che si rileva su una striscia di tessuto larga 5 cm e con lunghezza utile di 20 cm.

Si ricorda che il  daN (deca Newton) è praticamente equivalente ad 1 kg  , dato che 1 N = 0,102 kg. Tutto quanto visto finora sui tessuti tradizionali concerne la loro struttura fisica , pertanto è ora utile anche accennare all’aspetto chimico in relazione al  PROCESSO TINTORIALE   ed ,in generale ,

al  TRATTAMENTO DI FINISSAGGIO che si rende praticamente sempre necessario prima del loro impiego.

 

Il  PROCESSO TINTORIALE o TINTURA di un tessuto è in sostanza un’applicazione di un colorante sulla sua fibra, tale da conferire al manufatto una tinta sufficientemente uniforme e solida secondo quanto richiesto dalle esigenze di mercato od in particolare dal capitolato del cliente.

 

Sul colore di un tessuto si possono eseguire numerosissime determinazioni quali :

naturadel colorante , varie solidità del colore come ad es. alla luce , al lavaggio (vari tipi di lavaggio per temperatura , ciclo, ecc),  allo sfregamento (a secco e a umido), alla sbianca con ipoclorito, al sudore (acido e alcalino), ecc.

 

Con i TRATTAMENTI  DI  FINISSAGGIO  si intendono tutti quelle applicazioni che tendono a conferire al tessuto caratteristiche relative “alla mano” ( es. morbidezza ) e/o al suo comportamento durante l'uso . Citiamo alcuni tra i trattamenti più importanti quali  il trattamento di  IRRESTRIN-GIBILITA’ ( O  SANFORIZZAZIONE  per avere un tessuto che ,con i lavaggi di manutenzione, non subisca delle variazioni dimensionali eccessive) ,  di  APPRETTATURA ( calibrata in modo da ottenere un tessuto più o meno rigido o morbido ) , di  IMPERMEABILIZZAZIONE  ( per una tenuta all’acqua/pioggia ), di  IDROREPELLENZA / OLEOREPELLENZA ( per una buona resistenza alla bagnatura e allo sporco ), di  IGNIFUGAZIONE  ( sul cotone per  conferire ad esso  una certa resistenza al calore / fiamma ), ANTISTATICO  ( affinchè il tessuto scarichi più facilmente a terra le cariche elettrostatiche eventualmente accumulate ) , ECC. .

 

I tessuti possono essere assoggettati a numerosissime altre prove in relazione alle prestazioni che si desiderano verificare, in quanto richieste dall’uso a cui sono destinati . Tali prove possono essere :

 

RESISTENZA ALLA PERFORAZIONE  ,  RESIST.  ALLO SCOPPIO ,  RESIST. ALLA LACERAZIONE , RESIST. ALL’USURA ,  RESIST. ALLA FORMAZIONE DI PILLING ,  IDROREPELLENZA O SPRAY- TEST ,  PERMEABILITA’ ALL’ARIA ,  TENUTA ALL’ACQUA , ecc.

 

Per un buon approfondimento dell’argomento o anche solo per avere sotto mano tutte le problemati-che che esso comporta si può consultare il  “MANUALE DI TECNOLOGIA TESSILE” edito da  ZANICHELLI / ESAC , 

 

 

NOTA  -  Allo scopo di  evidenziare che le NORME  UNI  trattano anche le FOGGE  DEGLI  INDUMENTI DA LAVORO  si allegano le prime pagine delle suddette NORME  ( allegati dall’ 8  al  18 ), tenendo presente che , in genere , le fogge e le tabelle taglie da  adottare sono quelle richieste dal cliente o quelle previste dalla nostra Azienda .