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Stress sul lavoro

Il Laboratorio "Stress e Lavoro", avviato nell’ambito del piano regionale 2004 –2006 e

proseguito con il successivo piano triennale 2008-2010 per la promozione della salute e

sicurezza negli ambienti di lavoro - DGR VIII/6918 del 2 aprile 2008 -, oltre alla finalità di

monitorare e diffondere le esperienze avviate sul tema dello stress lavoro correlato, ha

tra gli obiettivi del suo mandato il compito di affrontare le criticità nell’applicazione del

D.Lgs. 81/08, modificato e integrato dal D.Lgs. 106/09, per la parte concernente

l’obbligo di valutazione di questo specifico rischio (Art. 28).

Il Laboratorio ha perciò attivato un gruppo di lavoro, aperto alle forze sociali, con

l’aspettativa di pervenire alla formulazione di indirizzi diretti ai datori di lavoro, alle figure

esperte del sistema aziendale (RSPP, Medico competente, RLS), ai consulenti esterni,

agli operatori dei Servizi territoriali di prevenzione delle ASL e delle Unità operative

ospedaliere di Medicina del lavoro, alle Unità Organizzative di Psicologia Clinica

Ospedaliere sugli aspetti che registrano delle criticità applicative, in assenza a tutt’oggi

di indicazioni nazionali da parte della Commissione consultiva permanente per la salute

e la sicurezza sul lavoro di cui all’art. 6 del D.Lgs. 81/08.

Ai fini della elaborazione del documento, il Laboratorio ha tenuto conto:

- degli esiti degli incontri organizzati dal gruppo di lavoro attivato;

- dei numerosi quesiti avanzati, sia da parte dei datori di lavoro e lavoratori, e loro

organizzazioni, sia da parte degli operatori SPSAL e UOOML;

- di quanto è stato prodotto e diffuso da parte di altre Regioni, Organizzazioni sindacali

datoriali e dei lavoratori, ASL e società tecnico-scientifiche accreditate.

Sotto il profilo delle finalità del documento, il Laboratorio regionale ha altresì dovuto

tenere in conto delle modifiche intervenute con il il D.Lgs.106/09 “Disposizioni integrative

e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e

della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Tali modifiche, entrate in vigore in data 20 agosto

2009, in un momento in cui lavori di predisposizione del presente documento erano già

in fase molto avanzata, sono state, in ragione della loro rilevanza, attentamente

considerate dal gruppo di lavoro regionale, con l’assunzione dell’impegno di raccordare

gli orientamenti qui espressi con quanto emergerà a livello nazionale. 

Queste le principali modifiche introdotte:

- il D.Lgs. 106/09 ha innanzitutto rilevato la necessità di affidare alla Commissione

consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, di cui all’art. 6, il compito

aggiuntivo di elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress

lavoro-correlato (art. 6, c. 8, lett. m-quater), fermo restando l’obbligo di assumere

l’Accordo Europeo 08.10.04 come punto di riferimento per la valutazione e gestione

del rischio specifico;

- in ragione di ciò, all’art. 28 è stato inserito un nuovo comma: “c. 1 bis - La valutazione

dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 è effettuata nel rispetto delle indicazioni

di cui all’articolo 6, comma 8, lettera m-quater, ed il relativo obbligo decorre dalla

elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale

elaborazione, a fare data dal 1° agosto 2010”.

All’interno del percorso di elaborazione delle indicazioni che si avvia a livello nazionale,

si ritiene che il documento elaborato dal Laboratorio regionale, prodotto di un confronto

tra operatori tecnici e forze sociali, possa rappresentare un valido contributo; per questo

la Regione Lombardia s’impegna a portare questo risultato nella Commissione 

Consultiva permanente per la sicurezza e salute sul lavoro, candidando un

rappresentante del Laboratorio regionale nel Comitato nazionale che si costituirà, in

seno alla Commissione, per affrontare lo specifico tema della valutazione dello stress

lavoro-correlato.

Alla luce della disamina realizzata e della bontà del lavoro compiuto, in attesa delle

indicazioni della Commissione nazionale, si ritiene in ogni caso utile fornire alle imprese

lombarde, alle forze sociali e agli operatori degli enti pubblici di vigilanza e assistenza,

gli orientamento definiti dal Laboratorio per la valutazione e gestione del rischio stress

correlato al lavoro.

Nello specifico, il documento illustra, alla luce del D.Lgs. 81/08, dell’Accordo Europeo

dell’8 ottobre 2004, recepito in Italia e sottoscritto dalle Organizzazioni datoriali e

sindacali dei lavoratori in data 9 giugno 2008 e delle acquisizioni della Comunità

scientifica, significati e contenuti, criteri generali e operativi, necessari per realizzare

l’integrazione del documento di valutazione dei rischi per la parte stress-lavoro-correlato.

Il documento concorre in tal modo:

- ad orientare sul problema l’intero "sistema prevenzionistico" lombardo, inteso in

senso lato. Il documento è pertanto messo a disposizione di tutti i soggetti che lo

costituiscono, nell’ambito dell’obiettivo generale di favorirne l’interazione ed

allargarne il ventaglio delle competenze. Inoltre il documento, utile al fine di dare

corretti indirizzi su un fenomeno complesso che rischia di essere affrontato in modo

inadeguato, potrebbe anche essere utilizzato per verifiche e auto-analisi all’interno

dei luoghi di lavoro;

- ad esprimere, in un documento condiviso, l’orientamento comune dei diversi

soggetti che compongono il gruppo di lavoro, in relazione agli aspetti ritenuti più

problematici; 

- a orientare i Servizi PSAL, accanto alla necessaria vigilanza nelle aziende, alla

promozione, in coordinamento con le UOOML, di percorsi preventivi che coinvolgano

le figure aziendali per la comprensione e gestione corretta del problema;

- per ultimo, in relazione al correttivo D.Lgs. 106/09, a fornire il punto di vista condiviso

di Regione Lombardia e Associazioni regionali datoriali e sindacali dei lavoratori, alla

Commissione consultiva che, con obiettivi e modalità operative molto simili a quelle

impiegate dal Laboratorio regionale, affronterà il problema a livello nazionale.

Il presente documento è articolato in cinque capitoli distinti:

1. Nel primo capitolo è stata effettuata una analisi dell’Accordo Europeo, così come

recepito dall’Accordo Interconfederale del 2008, con note esplicative ed interpretative

che permettano una miglior lettura dei singoli passaggi e delle relazioni esistenti fra

gli stessi.

2. Nel secondo capitolo sono identificati, in modo schematico, i fattori stressogeni

(stressors) connessi al contesto ed al contenuto lavorativo.

3. Nel terzo capitolo viene fatta chiarezza su criteri, metodi e strumenti inerenti lo stress

lavorativo e sul processo di valutazione e gestione del rischio specifico.

4. Nel quarto capitolo viene indicata una ipotesi di percorso applicativo di valutazione,

gestione e prevenzione del rischio stress-lavoro-correlato, attivabile nei luoghi di

lavoro.

5. Nel quinto capitolo viene indicato il ruolo dei Servizi Territoriali e della Regione

Lombardia (Direzione Generale Sanità e U.O. Governo della Prevenzione, tutela

sanitaria, piano sicurezza luoghi di lavoro e emergenze sanitarie). 

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