DISPOSITIVO di PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) – In generale un’attrezzatura (es. abito, scarpe, guanti, cintura anticaduta, maschera antipolvere, ecc.) adatta a proteggere il lavoratore da eventuale rischi residui durante lo svolgimento di una determinata attività lavorativa (vedere D.L. 626/94 e D.L. 475/92)
RISCHIO RESIDUO – In una determinata attività lavorativa ed in presenza di un potenziale pericolo, è quel rischio che può essere presente anche dopo avere attuato tutte le misure collettive e oggettive di protezione e sicurezza (adottando le migliori tecniche possibili) previste dalla legge.
SCELTA DEL DPI – La scelta del DPI spetta al datore di lavoro dopo avere eseguito una valutazione dei rischi presenti nell’attività lavorativa oggetto della valutazione stessa (D.L 626/94).
Il DPI scelto deve essere efficace e adeguato relativamente alla prevenzione dei rischi residui presenti e che possono mettere in pericolo l’incolumità del lavoratore.
TIPI DI RISCHI – fisici (meccanici, termici, elettrici, radiazioni, rumore), chimici (carenza di ossigeno, contatto con aggressivi solidi, liquidi e gassosi), biologici (agenti patogeni, virus, ecc.).
CATEGORIA DEL DPI – di I, II, III a seconda se sono destinati a salvaguardare la persona da rischi di danni fisici di lieve entità, di entità considerevole fino a rischi che possono procurare lesioni gravi permanenti e addirittura la morte.
MARCATURA “CE” – il suo significato indica che il DPI è stato prodotto secondo le disposizioni di legge previste in questo campo (D.L., Direttive Europee e Norme armonizzate).
ORGANISMO DI CONTROLLO – è un ente autorizzato ad attestare che un modello di DPI è stato realizzato in conformità alle disposizioni di legge previste in genere a livello nazionale ed europeo.
PRODOTTO TESSILE – sono prodotti composti prevalentemente da fibre tessili di qualsiasi natura come fibre naturali (animale, vegetale, minerale), chimiche / tecnofibre (organiche artificiali, sintetiche, da carta e inorganiche da polimero sintetico e da metallo).
Per la composizione fibrosa e sua etichettatura vedere la Legge 883 / 73 e successivi aggiornamenti.
FILATO o FILO – elemento tessile di grande lunghezza che può assumere diverse forme come filato voluminoso, filo continuo, binato, ritorto semplice, ritorto composto, ecc.
TESSUTO – il tessuto è un manufatto tessile formato da prodotti fibrosi che possono essere naturali, artificiali o sintetici.
Avremo tessuti tradizionali (ordito e trama), a maglia e non tessuti (non woven).
CARATTERISTICHE DI UN TESSUTO – fisiche (armatura o intreccio, fili al cm, peso per unità di superficie, resistenza a trazione, titolo del filato, variazioni dimensionali al lavaggio, permeabilità all’aria, ecc.), chimiche / tintoriali relative al tipo di tintura e le sue prestazioni di solidità a vari aggressivi fisici o chimici oppure relative alle operazioni di trattamenti di finissaggio quali impermeabilizzazioni, antimacchia, antistatici, ecc.
DETERMINAZIONI O PROVE – sono metodologie di prova atte a rilevare le caratteristiche di un manufatto tessile. Queste metodologie possono essere nazionali (UNI), europee e recepite dall’UNI (UNI EN) ed internazionali e recepite sia a livello europeo che nazionale (UNI EN ISO).