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Abaca |
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Sigla AB, fibra proveniente dalle guaine fogliari della Musa textilis. Fibra tessile tratta dalle foglie di piante dette "musaceae" (Musa Textilis, Musa Paradisiaca, ecc.) delle Filippine, dove è tuttora coltivata. Le fibre sono estratte dal fusto formato dai piccioli delle foglie, larghe ed oblunque, avvolte l'una sull'altra e lunghe dai 3 ai 7 mt; hanno notevoli caratteristiche di resistenza e leggerezza e si ritirano poco all'umidità. IMPIEGHI: Le parti più grossolane vengono utilizzate, greggia, per fabbricare spaghi, cordami da marina, cesti, stuoie, cappelli; quelli più fini per la produzione di tele industriali molto resistenti, reti da pesca, e anche tessuti speciali |
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Abbigliaménto -Dal francese habillement. |
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Indica l'insieme di indumenti, degli accessori e degli artifici (acconciature, tinture) destinato a coprirsi ed abbellire il corpo umano. Ma può essere anche l'atto di vestirsi, o, in genere, tutto ciò che serve a vestirsi. |
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ABBINATO (o BINATO). |
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Dicasi di due o più fili semplici che vengono uniti e impiegati in tessitura, ritorti o meno fra loro |
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Abbinatura (di due tessuti) - Dal latino bini, "a due a due". |
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Operazione per abbinare due tessuti ed ottenere un articolo con le due facce esteticamente contrastanti. Il tessuto più pesante viene fatto passare per la abbicatura su una macchina a stampare che porta un cilindro stampatore inciso a punti. Come pasta da stampa si usa una emulsione di resina che sia capace di costituire un incollante perfetto. Immediatamente dopo la stampa il primo tessuto viene fatto aderire al tessuto cui si vuole abbinare e pressato con esso tra due cilindri. Segue l'asciugamento. Questo incollaggio per punti ha lo scopo di conservare all'abbinato una mano morbida, sufficientemente cascante, che non potrebbe realizzarsi se non molto difficilmente con un incollaggio realizzato per spalmatura. |
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Abbindolàre - Da bindolo. |
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1. Mettere la matassa sul bindolo (aspo) per dipanarla, per fare il gomitolo. 2. Avvolgersi (detto di un filo). francese: tromper inglese: to deceive tedesco: überlisten spagnolo: enganar |
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Abbottonatura - Da abbottonare. |
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1. Atto dell'abbottonare, abbottonarsi. 2. Il complesso degli elementi che servono ad abbottonare un abito, un cappotto o un altro elemento: bottoni, asole ed eventualmente anche guarnizioni, come gli alamari in alcune giubbe militari da parata. Esiste una differenza tra l'abbottonatura degli abiti maschili e di quelli femminili; i primi hanno i bottoni sulla destra e le asole sulla sinistra, i secondi, al contrario, i bottoni a sinistra e le asole a destra. |
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Abbottonatura inglese (o nascosta) |
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Chiusura di un capo d'abbigliamento o di una sua parte tramite bottoni e asole che vengono nascosti sotto una striscia di tessuto sovrapposta. Si usa per camicie, specialmente quelle da sera, per camicette, giacche e cappotti |
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ABRASIMETRODa abradere + metro. |
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Apparecchio usato in laboratorio per controllare la resistenza all'usura (sfregamento). Può avvenire tessuto su tessuto o carta abrasiva su tessuto. |
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Abrasione (processo di) - Dal latino tardo abrasio-onis, derivante da abradĕre "raschiar via". |
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(Resistenza alla). Significa resistenza all'usura superficiale, provocata dallo sfregamento e dal logorio, che vengono misurati in laboratori con gli appositi abrasimetri. Significa resistenza all'usura superficiale, provocata dallo sfregamento e dal logorio, che vengono misurati in laboratorio, con gli appositi abrasimetri. Fino ad oggi le prove di resistenza all'abrasione si limitavano a testare l'azione meccanica di abrasione e, di conseguenza, non avevano un riscontro diretto con la reale usura nel tempo di un prodotto. La difficoltà è sempre stata infatti la complessa riproducibilità del processo di abrasione provocato dal contatto tattile. Le caratteristiche superficiali della mano possono essere riassunte nell'azione elastica, nella forma curva delle dita, nel comportamento proprio della pelle, nel movimento effettuato durante il contatto con una superficie e per finire nell'azione chimica (come ad esempio: sudore, grasso, olio, detergenti, creme e tutti gli agenti chimici che possono venire a contatto con le mani). Processo di lavaggio che da a un capo un aspetto usato e vissuto. E' un processo industriale o artigianale fatto con tecniche ben precise, generalmente con il lavaggio in particolari macchime. L'abrasione può essere fatta sia con pietra pomice o con altri strumenti. |
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Accappatoio - Il nome deriva da cappa. |
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1. Capo unisex in tessuto di spugna, in ciniglia o in cotone a nido d'ape, tutti materiali che hanno la proprietà di avere un facile assorbimento dell'acqua e di asciugare perfettamente la pelle. Dal taglio semplice e confortevole, può essere lungo alla caviglia o corto al ginocchio o alla coscia; è aperto sul davanti, con le due parti che si sovrappongono e sono chiuse da una cintura a fiocco legata in vita. Ha tasche applicate, con o senza cappuccio. Si indossa generalmente dopo il bagno. inglese: Bath-Grown; Bath-Wrap STORIA - Se ne ha notizia per la prima volta nell'elenco della raccolta dotale di Bianca Maria di Savoia, sposa nel 1512 di Massimiliano Sforza: i suoi accappatoi erano ricamati in oro. 2. Mantello di mussola bianca, che una volta, le donne indossavano per acconciarsi i cappelli |
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Accecare (un punto) |
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Far passare l'ago nello stesso buco per disfare il punto già eseguito in precedenza. |
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ACCOPPIATO (O DOPPIATO) |
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Dicesi di due differenti tessuti che vengono usati uniti (mediante cucitura o incollatura) per formare il diritto e rovescio di un capo, rovesciabile o meno. E' un falso "double face". |
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Accoppiatura (di fili) |
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Sinonimo del più appropriato termine binatura. |
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ACCORCIAMENTO Da accorciare. |
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Capacità di un filato, di un tessuto di modificare la sua lunghezza in senso negativo per effetto di fattori fisico-meccanici o chimici. Quello dovuto alla torsione è tanto maggiore quanto più numerosi sono i capi che compongono un ritorto. Nei tessuti si riferisce all'accorciamento che si verifica nell'ordito a causa dell'intreccio con le trame. |
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Accessori - Dal latino medioevale accessorius, a sua volta dal verbo accedere, "entrare a far parte". |
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Articoli indossati a completamento del look, che assolvono ad una funzione utile e decorativa. Si intendono i guanti, borse e cinture, cravatte e foulard, cappelli (modisteria), calze e collant, scarpe, ecc. Ogni accessorio deve essere accostato in modo armonico all'abito che si indossa, rispettando l'abbinamento dei colori e lo stile dell'insieme. inglese: ouitfit |
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Acetato |
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sigla AC, fibra d’acetato di cellulosa di cui tra il 74% e il 92% dei gruppi ossidrilici è acetilato. ACETATO :Filo continuo derivato dalla cellulosa. Fibra artificiale ottenuta dalla cellulosa trattata con acido acetico e anidride acetica, di aspetto serico (filato brillante, opaco o tinto in pasta). La fibra rammollisce a 200°C ca. con punte di fusione a 250°C. Brucia lentamente, fondendo, con formazione di palline nere. Si tinge con coloranti dispersi o plasto solubili. Nell'abbigliamento è impiegato soprattutto in mista con viscosa e con altre fibre naturali e sintetiche. Caratteristiche: mano morbida e delicata, aspetto serico, colori vivi e brillanti, buone doti di traspirabilità, igroscopicità, anti staticità e comfort. Impieghi: nell'abbigliamento femminile (abiti, camicette, velluti) costumi da bagno anche in mischia con altre fibre, nelle fodere, nella maglieria esterna estiva, cravatte, nastri, rasi, passamanerie e broccati per l'arredamento. Sembra che l'acetato sia stato impiegato per la prima volta nel 1921. Da allora, questa fibra è rimasta a lungo confinata nel settore Fodera. Il suo impiego è molto cresciuto: l'8,3% della produzione totale di fili continui. I motivi sono in un sempre maggiore interesse per le fibre naturali man-made. Nella tendenza verso tessuti serici e brillanti. Nell'orientamento verso capi non solo belli, ma confortevoli. Tutte caratteristiche che l'acetato racchiude in ogni singolo filo. - è una fibra creata dall'uomo (artificiale, non sintetica) - è una fibra di origine naturale - è completamente biodegradabile - è anallergico, traspirante e antistatico - è utilizzato in quasi tutti i tessuti per abbigliamento, dal prêt-à-porter all'alta moda - è utilizzabile in mischia con qualsiasi altro filato, naturale e sintetico - è morbido e confortevole, con eccellente mano e drappeggio - è brillante nei colori sia nella versione lucida che opaca.
CARATTERISTICHE: morbida e delicata, aspetto serico, colori vivi e brillanti, buone doti di traspirabilità, igroscopicità e comfort. La fibra non è attaccata dalle tarme; è resistente alle muffe; ha una eccellente resistenza ai batteri. Ha una limitata resistenza all'abrasione e perde di resistenza per effetto della luce solare.
CODICE TESSILE: AC (EURATEX) - CA (BISFA) francese: acétate inglese: acetate tedesco: Azetat
STORIA - La fabbricazione dell'acetato di cellulosa si può far risalire agli studi del chimico tedesco Schutzenberger del 1869. Per molti anni la conoscenza dell'acetato rimase allo studio delle ricerche di laboratorio, sino a che gli inglesi Cross e Bevan brevettarono nel 1894 un procedimento che fu alla base di tutti gli studi e brevetti successivi. Bisogna tuttavia attendere intorno al 1920 perché appaiono sul mercato le prime produzioni industriali del filato tessile, simile a quello oggi noto sotto il nome di rayon acetato. |
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Acrilico |
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sigla PC, fibra sintetica prodotta a partire da acrilonitrile, monomero che costituisce almeno l'85% delle unità ripetitive nella catena polimerica. |
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Alcantara |
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materiale sintetico che imita la pelle di daino. |
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Alfa (pianta) |
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sigla AL, fibra proveniente dalla foglia della Stipa tenacissima. |
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Alpaca |
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sigla WP, filato prodotto con la lana ricavata da un tipo di lama. |
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Altezza |
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misura della distanza tra le cimose. |
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Agave sisalana |
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sigla SI, pianta da cui si ricava una fibra tessile, il sisal. |
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Angora |
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sigla WA, filato prodotto con il pelo di un coniglio, molto morbido e soffice. |
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Arazzo |
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manufatto tessile destinato al rivestimento murario, tradizionalmente realizzato su telai verticali, con trame discontinue. Termine generalmente usato per ogni manufatto decorativo da appendere a parete. |
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Arcolaio |
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vocabolo che indica due strumenti, uno serve a dipanare le matasse, detto anche aspo, il secondo a filare, detto anche filerina, filarello. |
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è un vocabolo che nell'ambito tessile ha due significati: il primo è il complesso delle operazioni per il montaggio del telaio, il secondo è il modo di intrecciarsi dei fili di ordito con quelli della trama. |
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Aspo |
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supporto che arrotola il filo. |
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B |
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Bachicoltura |
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l'allevamento dei bachi da seta. |
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Bandolo |
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estremità del filo avvolto in una matassa. |
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Batavia |
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nome della saia 2:2. |
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Batista |
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tipo di tessuto molto fine, trasparente e leggero di mano morbida, realizzato in lino ad armatura tela. |
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Beaverteen |
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tipo di fustagno. |
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Binatura |
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si abbinano più trefoli (capi), cioè si mettono assieme torcendoli più fili sottili (2, 3 o 4) per ottenere un filato di dimensioni maggiori, le torsioni di ogni singolo trefolo si stabilizzano evitando l'inconveniente di vedere il filato torcersi su sé stesso, formando dei cappi, o un lavoro di maglieria deformarsi, andando in sbieco, seguendo la torsione di un solo capo. |
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Bisso |
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tessuto realizzato con la seta prodotta da un mollusco. |
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Bottonato |
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filo che ingloba fiocchetti, pallini, che danno l'effetto bottonato. |
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Bouclet |
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tipo di filato, uno dei due fili che lo compone forma degli anelli che sporgono con effetto ricciolo. |
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Bourette |
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filato di seta ottenuto dai cascami, la peluria della parte esterna o interna del bozzolo, viene filata dopo cardatura, filato grosso e irregolare non ha le caratteristiche di finezza e lucentezza della bava. |
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Broccato |
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tessuto, apparentato col damasco, con una lavorazione aggiuntiva: si ottiene con trame supplementari che intervengono solo nelle zone da decorare, in seta, pesante, da tappezzeria. |
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C |
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Calandratura |
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trattamento di finissaggio con passaggio fra rulli riscaldati che schiaccia il tessuto dandogli un aspetto lucido come il chintz, se i rulli hanno inciso un rilievo con la calandratura si possono ottenere disegni ed effetti speciali come marezzatura o moiré, goffratura. |
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Calcolo dell'ordito |
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serie di valutazioni e conteggi che portano a determinare il numero e la lunghezza dei fili d'ordito. |
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Calicot |
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(pronuncia "calicò") detto anche "cencio della nonna", è un tessuto leggero. |
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Canapa |
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sigla CA, fibra tessile ricavata dalla Cannabis sativa. |
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Canovaccio |
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è un tessuto usato come base o guida per il ricamo. |
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Cantra |
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macchinario fornito di una batteria di rocche, alimenta l'orditoio che carica tutti i fili dell'ordito, ben tesi e ordinati, su un subbio. |
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Capo |
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trefolo che compone un filato, può essercene 1 o 2, 3, 4. |
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Cardacci |
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attrezzo per cardare, due assicelle di legno dotate di impugnatura irte di chiodi, la sfregatura di una contro l'altra con in mezzo l'ammasso di fibre provvedeva a disticare le fibre stesse. |
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Cardatura |
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operazione che districa le fibre da filare. |
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Cascame |
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scarto delle lavorazioni. |
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Cashmere |
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sigla WS, lana pregiata detta anche casimiro o kashmir, è formata dal pelo della capra hircus. |
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Cassa battente |
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o portapettine, parte mobile del telaio in cui è inserito il pettine. |
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Chiffon |
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stoffa molto leggera, a velo trasparente in armatura tela prodotta con filati fortemente e diversamente ritorti. |
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Chinè |
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tessuto di seta, ad armatura tela, di colore screziato, caratterizzato da disegni dai contorni sfumati ottenuti con la colorazione dell'ordito prima della tessitura anziché con la stampa sul tessuto già fatto. |
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Chinè |
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filato tinto in matasse con sezioni di uno o più colori per ottenere l'effetto chinè. |
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Chintz |
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robusto tessuto di cotone, ad armatura tela o raso è caratterizzato dai colori vivaci e dalla mano lucida, ottenuta con una forte calandratura. |
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Cimatura |
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trattamento di finissaggio che da' omogeneità al pelo. |
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Cimossa |
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cimosa o vivagno, bordo di un tessuto (i margini destro e sinistro dell'ordito). |
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Ciniglia |
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è un termine che indica sia un tipo di filato che un tessuto realizzato con il filato stesso. |
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Cocco o coir |
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sigla CC, fibra proveniente dal frutto della Cocus nucifera. |
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Coloranti reattivi |
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coloranti per fibre cellulosiche. Prendono il nome di reattivi perché sono in grado di reagire con il gruppo ossidrile della cellulosa, formando un legame covalente |
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Cono |
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anima su cui si avvolge il filato nelle rocche, in cartone o plastica, a volte la sua forma è un tronco di cono. |
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Conocchia o rocca |
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regge la lana per filare con il fuso. |
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Contafili |
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è uno strumento ottico simile ad una lente di ingrandimento ideato per contare i fili della trama di un tessuto (numero di fili al centimetro). |
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Cotone |
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sigla CO, si ricava dalla bambagia che avvolge i semi delle piante del genere gossypium. |
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Cotone gasato |
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tipo di filato di cotone che ha subito una lavorazione industriale atta a migliorare le sue caratteristiche. |
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Cotone idrofilo |
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o lana di cotone, è un tipo di cotone posto in commercio dopo essere stato sottoposto a cardatura ed a procedimenti chimici come il candeggio rendendolo atto all'assorbimento dell'acqua. |
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Cotone mercerizzato |
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filato di cotone che subisce un trattamento con bagno di soda caustica. |
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Crêpe |
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filato simile all'organzino ma più fittamente ritorto (da 16 a 32 giri al centimetro), per tessuti crêpe, cioè increspati. |
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Crêpe |
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nome generico di tessuti, diversi nei materiali e nel peso, caratterizzati dall'aspetto increspato, granuloso e mosso. |
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Crêpe de chine |
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tessuto ottenuto con l'impiego di trame a torsione alternata, compatto e pesante si drappeggia bene. |
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Crêpe marocain |
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tessuto pesante, per effetto del filo di trama più grosso di quello di ordito si creano delle costine ondulate orizzontali. |
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Crêpe satin |
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tessuto morbido, rasato, lucido sul diritto e opaco sul rovescio. |
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Crêpe di lana (crepella) |
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tessuto in lana di vario peso comunque leggero, come per la seta è la forte torsione del filato che gli da la superficie granulosa. |
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Cretonne |
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tessuto di tela forte, bianca o stampata. |
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Crinolina |
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tessuto rado e rigido usato per rinforzi, imbottiture, sottogonne; il termine indica anche la struttura rigida che manteneva ampie le gonne nell'Ottocento. |
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Cupro |
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sigla CU, fibra di cellulosa rigenerata ottenuta mediante il procedimento cuprammoniacale. |
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D |
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Damascato |
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è un tessuto che assomiglia al damasco ma ne differisce per essere realizzato con filati di diversi colori, per cui l'effetto di lucido-opaco viene ampliato dall'effetto dei colori. |
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Damasco |
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tessuto operato monocolore con disegni stilizzati o floreali ad effetto di lucido-opaco, armatura seta. |
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Denaro |
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è l'unità di misura utilizzata in campo tessile, pari a 0.05g. Lo si utilizza per la titolazione delle fibre tessili. |
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Denim |
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tessuto che si usa per confezionare i blue-jeans. |
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Doeskin |
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tipo di fustagno che imita le pelle di daino. |
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Doppione |
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bava di seta doppia, prodotta da due bachi che formano il bozzolo insieme, rarissima, è il materiale che originalmente componeva lo shantung. |
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Drapperia |
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termine anglosassone, si intende l'insieme dei tessuti necessari per un uomo per "costruirsi" vestiti e gli altri oggetti d'abbigliamento. |
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Dritto filo |
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il senso dei fili d'ordito di un tessuto. |
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Dynema |
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fibra sintetica particolarmente adatta alla produzione di cavi da trazione. Viene in particolar modo utilizzato per applicazioni sportive quali il Kitesurf e il Parapendio. |
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E |
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Ecopelle |
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(o fintapelle o vinpelle) è un tessuto che ha l'aspetto della pelle o del cuoio ma non è realizzato con materia animale può essere composto da un tessuto o una maglina su cui viene spalmato del materiale plastico. |
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Ecru |
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di colore greggio, filato o tessuto non candeggiato o tinto. |
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Elastan |
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sigla EA, fibra sintetica elastomerica a bava continua costituita per almeno l'85% della massa da poliuretano segmentato. |
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Emiane |
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tessuto di nascita abbastanza recente, composto di fibre di lino e fibre di cotone, per ricamo. |
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Etamine |
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nome francese per stamigna. |
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Etichettatura tessile |
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insieme delle indicazioni che obbligatoriamente per legge devono apparire su apposita etichetta su ogni capo di abbigliamento ed ogni prodotto tessile messo in commercio. |
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F |
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Felpa |
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tipo di stoffa con un lato peloso, sovente una maglina. |
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Feltro |
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stoffa realizzata in pelo animale. Non è un tessuto ma viene prodotto con l'infeltrimento delle fibre. |
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Fettuccia |
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è una striscia sottile di tessuto. Non è tagliata da una pezza di stoffa ma tessuta con la larghezza necessaria, ha armatura a tela. |
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Fiandra |
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pregiato tessuto operato monocolore con disegni in lucido-opco usato per tovagliato. |
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Fibra tessile |
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insieme dei prodotti fibrosi che, per la loro struttura, lunghezza, resistenza ed elasticità, hanno la proprietà di unirsi, attraverso la filatura, in fili sottili, tenaci e flessibili che vengono utilizzati nell'industria tessile per la fabbricazione di filati. |
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Fibre naturali |
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lana, seta, cotone, lino, canapa, iuta, sisal, rafia. |
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Filanda |
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nome con cui sono conosciuti, nel nord Italia, gli stabilimenti di lavorazione e filatura della seta. |
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Filaticcio |
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Filo di seta che si ricava dai bozzoli sfarfallati, cioè bucati dall'uscita della farfalla. |
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Filato |
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insieme di fibre tenute assieme da una torsione a formare un filo. |
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Filatura |
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sequenza di operazioni necessarie alla trasformazione delle fibre tessili in filato oppure filo, sia lo stabilimento industriale (filanda, filatoio) in cui avviene tale lavorazione. |
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Filerina |
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o filandaia o filandera, operaia della filanda. |
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Finissaggio |
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trattamenti compiuti, dopo la tessitura, per migliorare le caratteristiche di un tessuto. |
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Fioccato |
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filato la cui sezione cambia, da sottile a grossa, inglobando fiocchi o batuffoli. |
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Flanella |
|
tessuto leggero, morbido, caldo, con armatura a saia. |
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Follatura |
|
operazione che fa parte del processo di finissaggio dei tessuti di lana, e che consiste nel compattare il tessuto attraverso l'infeltrimento, per renderlo impermeabile. |
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Frangia |
|
è un ornamento tessile posto sul bordo di capi d'abbigliamento o pezzi d'arredamento. |
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Fuso |
|
serve per filare a mano. |
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Fustagno |
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tessuto con armatura a saia a 3 o a 4, tinta unita, robusto, di mano scamosciata. |
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G |
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Gabardina |
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tessuto in filato pettinato in tinta unita, di un certo peso e mano asciutta, per impermeabili. |
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Garza |
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a giro inglese, molto solida; falsa garza a armatura tela; huck lace produce tessuti traforati, con un'armatura tipo si possono ottenere, cambiando la movimentazione dei licci, tipi di garze differenti. Adatti a tende, tovagliato e abbigliamento. |
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Garzatura |
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operazione che fa parte del processo di finissaggio dei tessuti: consiste nel sollevare le fibre dei fili di un tessuto, per renderlo morbido e soffice. |
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Georgette |
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tessuto estremamente leggero e sottile, di mano rigida, ad armatura tela. |
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Gobelin |
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è un tessuto, fatto con un telaio jacquard, che cerca di imitare gli arazzi Gobelins, per tapezzeria. |
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Gomitolo |
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filo arrotolato a formare una palla, se fatto a mano, di forma più ordinata (ovale), se fatto industrialmente. |
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Gore-tex |
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tessuto sintetico dalle alte capacità impermeabili e traspiranti. |
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Gros grain |
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tessuto in tinta unita a dominante d'ordito, segnato da sottili rigature orizzontali. |
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Gualchiera |
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macchinario di epoca preindustriale, usato per lo più nella manifattura laniera, ma anche nell'industria della carta. Serve a follare il panno. |
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Guardia ordito |
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vi sono presenti le lamelle sostenute dal filo, quando vi è una rottura la lamella cade sul guardia ordito fermando il telaio. |
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Guernissaggio |
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è un procedimento di finissaggio tessile che consiste nel sottoporre un tessuto, composto di lana, alla garzatura mediante cardi vegetali. |
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I |
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Ikat |
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procedimento per la tintura dei filati, diffuso oggi specialmente fra i popoli malesi ed indonesiani. |
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Industria tessile |
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industria manufatturiera che produce e lavora le fibre tessili. |
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Ingegneria tessile |
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branca dell'ingegneria che sviluppa procedimenti industriali per produrre materiali tessili (polimeri, fibre, filamenti, filati, tessuti). |
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Iuta |
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o juta sigla JU, è una fibra tessile naturale ricavata dalle piante del genere Corchorus. |
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J |
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Joseph Marie Jacquard |
|
inventore francese, conosciuto come l'inventore del telaio automatico Jacquard. |
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K |
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John Kay |
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inventore della spoletta volante. |
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Kevlar |
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fibra sintetica polimerica, per abbigliamento sportivo. |
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L |
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Lampasso |
|
tessuto antico, operato, di grande pregio, conosciuto dal X secolo raggiunse la massima diffusione nel XVI secolo. |
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Lana |
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fibra tessile naturale e si ottiene dal vello di ovini (pecore e di alcuni tipi di capre), conigli e camelidi (cammelli) e alcuni tipi di lama. |
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Lana cotta |
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è un tipo di stoffa simile al feltro o al panno. Non è tecnicamente un tessuto, viene ottenuta infeltrendo una pezza, realizzata con la lavorazione a maglia di filato di lana, mediante follatura |
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Liccio. |
|
parte di un telaio da tessitura. Anche per eseguire un lavoro semplice, come la tela, devono essere almeno due. |
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Lino |
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sigla LI, fibra tessile ricavata dal linum usitatissimum |
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Loden |
|
è un tessuto di lana tipico del Tirolo e dell'Alto Adige. |
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Lucidatura |
|
forte calandratura a caldo con l'aggiunta di paraffina, cera o altri composti chimici per ottenere un aspetto molto lucido. |
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Lyocell |
|
fibra prodotta dalla cellulosa frantumata disciolta in NMMO-monoidrato, un sottogruppo delle fibre di rayon. |
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M |
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Maglie |
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nel liccio contengono i fori in cui passano i fili. |
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Mano |
|
in ambito tessile è il termine con cui si indica la sensazione al tatto data da un tessuto, da una maglina o da un filato. |
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Matassa |
|
costituita dall'assemblamento ordinato di un ammasso di filo, disposto a spirale, in forma circolare. |
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Merletto |
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o pizzo è una particolare lavorazione dei filati per ottenere un tessuto leggero, prezioso e ornato. Può essere realizzato a mano o a macchina. |
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Messa in carta |
|
trascrizione su carta degli schemi delle armature, è un disegno a quadretti bianchi e neri. |
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Microfibra |
|
è il termine utilizzato per definire tecnofibre aventi un titolo uguale o minore di 1 Dtex. Non indica una fibra tessile in particolare, il termine non può essere usato singolarmente, ma solamente accompagnare il nome del polimero che la costituisce. |
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Modal |
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sigla MD, fibra prodotta a partire dagli anni '60 dalla polpa di legno degli alberi, essa una varietà del rayon, una fibra rigenerata dalla cellulosa. |
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Modacrilico |
|
sigla MA fibra formata da macromolecole lineari che presentano nella catena tra il 50% e l’85% in massa del motivo acrilonitrilico. Ha spiccate caratteristiche antifiamma. |
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Mohair |
|
sigla WM, filato con caratteristiche simili alla seta, ricavato dal pelo della capra d'angora. |
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Moleskin |
|
tipo di tessuto di fustagno. |
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Musa textilis |
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detta àbaca o abacà o abakà è una pianta della famiglia delle Musaceae che produce fibre tessili chiamate Manila. |
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Museo del Tessuto |
|
si trova a Prato in via Santa Chiara ed è uno dei più importanti a livello nazionale ed europeo sulla storia e lo sviluppo della tessitura dall'antichità ai giorni nostri. |
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Mussola |
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tessuto molto leggero in armatura tela e a trama molto rada simile alla garza da medicazione. |
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N |
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Nastro |
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è una sottile striscia di materiale flessibile, solitamente tessuto ma anche di plastica o carta. Il suo uso è strutturale: legare, chiudere, reggere o semplicemente decorativo. |
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Nastro cardato |
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è una banda di fibra tessile, stretta, appiattita e lunga. La produzione del nastro cardato è un passaggio intermedio delle operazioni di filatura nell'industria tessile. |
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Nattè |
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o panama (perché simile all'intreccio che caratterizza il cappello di Panamá) è un tessuto derivato dall'armatura tela, dal francese, significa cestino. Si ottiene per ampliamento parinumero dei fili, sia di ordito che di trama. |
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Navetta |
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o spoletta è l'attrezzo che contiene il filato per tessere. Entrando nel passo aperto tra i fili dell'ordito permette di inserire il filo di trama e costruire un tessuto. |
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Nido d'ape |
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tessuto a tre dimensioni, in superficie un reticolo in rilievo, in profondità le nicchie dei buchi. Adatto ad asciugamani e accappatoi per la capacità di assorbire l'acqua. |
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Nobilitazione |
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esecuzione di trattamenti solitamente di tintura e/o di finissaggio da parte di apposite aziende allo scopo di conferire o migliorare una o più caratteristiche di un prodotto tessile. |
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Nylon |
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sigla PA, è una famiglia di polimeri sintetici. |
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O |
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Orbace |
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è un tessuto di lana follato tipico della Sardegna. |
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Ordito |
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o catena è l'insieme di fili che insieme a quelli della trama concorrono nel formare un tessuto. |
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Orditoio |
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attrezzo che permette di preparare l'ordito. |
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Organza |
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tessuto sottile e trasparente, ad armatura tela, realizzato con il filato di seta organzino. |
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Organzino |
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filo ritorto in un senso accoppiato e ritorto con un altro filo nel senso opposto (4 giri al centimetro), usato per l'ordito. |
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Oxford |
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tessuto per camicie caratterizzato dall'armatura nattè con fili d'ordito colorati e fili di trama bianchi. |
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P |
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Panno |
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tessuto di lana che viene follato (infeltrito) per renderlo impermeabile e garzato per ottenere un lato peloso. |
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Panno casentino |
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tradizionale tessuto di lana tipico del Casentino. |