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K-way; paravento
Indumento sportivo tipo giacca leggero e corto, che arriva ai fianchi e normalmente ha un cappuccio. Ha una o due tasche e la parte inferiore delle maniche può essere stretta. Normalmente indossato dalla testa, può avere anche una chiusura a zip. È ampio e ha maniche basse per permettere la libertà del movimento. Prodotto da tessuti di cotone leggero, poliammide o poliestere, viene indossato per praticare sport invernali.
 
Kamel hair
Termine inglese usato per indicare il pelo di cammello autentico e la fibra omonima che se ne ricava dalla lavorazione.
Pelo di cammello, nome esatto della fibra omonima; oggi, data la consuetudine di denominare "cammello" qualsiasi cardato che assomigli nel colore al vero cammello, si è costretti ad usare il termine inglese per indicare il cammello autentico
 
Kapòc o Kapòk (Capòc)
1.Nome di origine malese dell'albero del cotone.
Albero tropicale, il kapòk (Ceiba pentandra), pianta bambacea originaria del Messico, ma si trova anche in America Centrale e nel Sudamerica caraibico, in Africa e in Malesia (è conosciuto come il "cotone di Java"); di notevoli dimensioni, con foglie palmate, grandi fiori campanulati e capsule (baccelli) contenenti i semi circondati da una fibra lanuginosa e giallastra che è una miscela di lignina e cellulosa. Il processo di raccolta e di separazione della fibra richiede molto manodopera, ed è manuale.
CARATTERISTICHE: E' una fibra corta, elastica, leggera e soffice (i peli sono simili al cotone), resiliente, lucente, resistente all'acqua e capace di galleggiare ), altamente infiammabile. Adesso viene anche filata ed elasticizzata, ed è più leggero e più caldo, con una resa maggiore (più voluminoso) del 60% del cotone. In Europa è stata filata per la prima volta nel 2006 dalla azienda tedesca Otto, ed elasticizzata dal gruppo Fein-Elast.
IMPIEGHI: E' usata per imbottiture di materassi e cuscini, tappezzeria, "orsi del Teddy" (orso giocattolo farcito, la cui produzione è iniziata nel 1903), zafus (accessorio rotondo su cui si siedono i praticanti del buddismo), e per isolamento. In passato è stata usata nei giubbotti di salvataggio e dispositivi simili, dove in gran parte è stata sostituita da materiali artificiali.
2. contenuta nei frutti di alcune piante della famiglia Malvacee (genere Ceiba, Bombax, Chorisia), in particolare quelli di Ceiba pentandra, albero di gran mole (alto fino a 50 m) spontaneo dell'Asia sudorientale, America Centrale e vari luoghi dell'Africa. Il kapok non si presta a essere filato o tessuto ma serve ottimamente come materiale da imballaggio, per imbottiture, cuscini, materassi, ecc. Dai semi delle medesime piante si ottiene un olio (olio di kapok) utile in saponeria e, se ben raffinato, impiegato anche nell'alimentazione umana, specialmente mescolato ad altri oli.
CODICE TESSILE: KP (EURATEX)
 
Karakul o Agnello Persiano
Razza di pecore del Sud Africa che genera i famosi agnelli dal vello nero e grigio, lucente e ricciuto, le cui pellicce vengono anche dette persiano bucara o astrakan.
Il Lago Karakul (Lago Nero in kirghizo) è un lago dello Xinjiang cinese. Si trova a circa 200 km da Kashgar nella Prefettura Autonoma Kirghisa di Kizilsu, lungo la Karakórum Highway, una strada di 1300km che collega Islamabad proprio con Kashgar.
Situato a 3.600 m s.l.m. è il il secondo lago più alto al mondo ma il più alto dell'altopiano del Pamir, vicino alla congiunzione delle catene montuose del Tian Shan e del Kunlun Shan. Circondato da montagne che rimangono coperte dalla neve per tutto l'anno, i tre picchi principali visibili dal lago sono il Muztagh Ata (7.546 m), il Kongur (7.649 m) ed il Kongur 9 (7.530 m).
2. Il Karakul, anche se conosciuto come agnello persiano, non è originario della Persia ma bensì del Turkestan nella regione del villaggio di Karakul dal quale si è poi diffuso in altri paesi.
Oggi vi sono  grandi allevamenti anche in Uzbekistan, Afghanistan, a nord dell'India e in Namidia da cui deriva il famoso marchio Swakara.
I karakul africani provenienti dalla Namidia, che come si è detto,devono avere il marchio Swakara sono di notevole pregio e valore (quanto un visone di ottima qualità).
Le pelli provengono da agnelli di tenera età. Sono di colore soprattutto nero e presentano circa il 20% di tipo grigio, mentre la varietà bianca  è estremamente rara e preziosa.
A proposito segnaliamo che, per la prima volta dopo 20 anni, una piccola quantità di pelli di Swakara bianco saranno messi a disposizione del pubblico in un' importante asta organizzata  da Kopenhagen Fur questo mese di settembre. E' un avvenimento molto importante in quanto la qualità bianca è la più ambita fra le pelli Swakara, vengono prodotte solo 9.000 pelli all'anno. (n. pelli di swakara offerte all'asta di settembre di Kopenhagen Fur: 45.000 nero; 6.000 grigio e 5.000 bianco ghiaccio)
Gli Swakara, a seconda del disegno del pelo si classificano in Piatti Ricci ed a Coste.
Tra gli agnelli Karakul ricordiamo anche i preziosi Breitschwanz che rappresentano una percentuale molto bassa della produzione di Karakul. La loro pelliccia è più liscia, morbida e serica di quella degli altri agnelli.
Gli agnelli Karakul che provengono dalla Russia e dalle ex regioni sovietiche sono suddivisi a seconda della provenienza in Buchara,Turkmenia, e KasaKistan e vengono denominati a seconda della loro colorazione in Arabi (nero), Schirazi (grigio brizolato), Guligas ( bruno grigio brizzolato), Sur (bruno dorato con punte chiare).
 
Karnak
Qualità di cotone egiziano, molto pregiata, oggi scomparsa dalle coltivazioni. Il termine viene usato ancora abusivamente, per indicare qualità di cotone finissima.
el-Karnak è un piccolo villaggio situato sulle sponde del Nilo a circa 2,5 km a nord di Luxor.
La sue coordinate sono: 25° 43' nord 32° 39' est.
Il sito è quello della Tebe egizia.
 
Kasha
1. Flanella col diritto garzato ed a colori screziati (solitamente bronzeo o bruno). Viene usata una combinazione di filati d'ordito imbozzimati che assorbono il colorante e di filati di trama paraffinati che non l'assorbono; in tal modo, quando la flanella viene tinta in corda, assume un aspetto screziato. Utilizzato a partire dagli anni venti e utilizzato in particolare da Chanel.
2. Tessuto  leggero di lana; morbido e scivoloso alla mano, con un‘armatura sottile a lino o a saia reversibile a quattro legami , un pelo fine uniforme e un caratteristico aspetto mélange con una predominanza di filati pettinati medio-fini e cardati fini. Viene impiegato per completi e pantaloni da uomo e per completi da donna. Il nome Kasha è un marchio registrato di Rodiera, il produttore originale di questo tipo di tessuto.
3. Tessuto di maglia di mezzo peso caratterizzato dalla superficie cosparsa di pelo in quanto realizzato con una mischia di lana e vello di capra.
 
Kashmir
equivalente al francese cachemire
 
K.D. (Kessel Dekatur)
Trattamento di finissaggio effettuato su tessuti di lana e misti che ha lo scopo di migliorare la mano del tessuto, la stabilizzazione dimensionale, il finissaggio della lavorazione. Si tratta di un decatissaggio in autoclave sotto pressione, che fa parte delle lavorazioni di decatissaggio in discontinuo.
L'alimentazione del K.D. può avvenire con tessuto affaldato oppure avvolto in grande rotolo. Dopo una serie di cilindri centratori, altri di passaggio e un tendipezza, si ha la parte principale della macchina costituita da due zone ben distinte:
La stazione di caricamento e scaricamento del tessuto composta da cilindri di carico e scarico su cui sono avvolti il telo della macchina e il tessuto da lavorare;
La camera di pressione in cui viene trattato il rotolo di tessuto con vapore saturo.
Il ciclo di fissaggio all'interno della camera di pressione dura generalmente da 2 a 5 minuti ad una temperatura di 110°C - 130°C
 
Kid
1. Termine inglese che significa capretto. Il Kid mohair è la lana prodotta dal capretto d'angora: fibra pregiata caratterizzata dalla superficie lucida e liscia. Vedere mohair.
2. Codice aeroportuale IATA dell'aeroporto Everod, Kristianstad, Svezia
3. Dominio di primo livello generico dal Parlamento europeo, ma non è stato ancora approvato da parte dell'ICANN.
Questo dominio è stato proposto per siti con contenuti adatti a bambini e ragazzi, monitorati da una apposita autorità.
Ha le stesse caratteristiche del dominio di secondo livello americano .kids.us.
 
Knickerbocker(pron. nicabocar)
Tessuto di lana cardata di peso medio, con disegno a quadretti o a puntolini, simile al tweed, con il quale molti lo confondono. Pantaloni sportivi alla zuava, lunghi fino al ginocchio, dove si arricciano fermati da un bottone o una fibbia. Venivano indossati dagli uomini nel diciottesimo secolo, mentre alla fine dell'Ottocento entrarono a far parte del guardaroba femminile abbinati alla giacca. Sono tornati in voga fra gli anni '60 e '70.
 
Kilim
Tappeto liscio intessuto con un motivo creato collegando solo l‘ordito e la trama che si trovano nel punto del motivo.
 
Kenaf
Termine di origine persiana.
Fibra vegetale che si ricava dalla pianta della Hibiscus Cannabinus, appartenente alla famiglia delle Malvacee. E' una pianta annuale con radice fittonante, che si sviluppa rapidamente (in tre mesi raggiunge i 2 metri), con fiori bianchi. Originaria del Sudan, attualmente è coltivata in alcune aree dell'Asia Orientale. Fibra nota fin dai tempi antichi; ecologica in quanto fra le sue caratteristiche vi è infatti la proprietà di ripulire l'aria dallo smog assorbendo grandi quantità di anidride carbonica (piantumando un kmq si possono assorbire ca. 500 tonnellate di CO2), e di fosforo. Si ha una produzione di 15-20 t/ha, con un ciclo di 130 giorni, contro le 7,7 t/ha per il pino e le 6 t/ha per il pioppo.
IMPIEGHI: E' utilizzato, oltre che per la produzione di carta (in quanto le sue fibre sono molto simili a quelle delle conifere, e perciò adatte alla produzione di paste per carta), anche dall'industria tessile, pure se in questo segmento il suo uso maggiore è per cordami e sacchi. Altri usi sono come fonte vegetale di biomassa per produrre energia, come medicinale, come cibo, ma anche come allucinogeno.
CODICE TESSILE: KE (EURATEX)
 
Kersey
Tessuto pesante in armatura saia, a base di lana cardata, ben follato e garzato, in maniera da nascondere l'intreccio: spesso è più follato del castorino, pur avendo un pelo più corto, e una maggiore lucentezza. Viene usato diffusamente per uniformi militari e civili.
 

Kevlar®
Marchio commerciale della DuPont INVISTAM.
Fibra sintetica poliaramidica (aramide), ottenuta per condensazione di parafenilediammina ed acido tereftalico. Viene commercializzata in forma di filamento, fiocco e polpa. Per soddisfare la crescente varietà di applicazioni, DuPont continua a sviluppare nuovi prodotti Kevlar, migliorando ulteriormente le caratteristiche - come la colorazione, la tenacità, il modulo o l'allungamento aggiuntivo - e rendendole sempre più adatte a vari specifici utilizzi finali. Le nuove applicazioni comprendono Kevlaro "EE" e Kevlar "ER" (elastomero e gomma ad alta tecnologia) per rinforzi in gomma e in elastomeri, in situazioni in cui la dispersione uniforme della fibra è della massima importanza. In qualità di sostanza tissotropica in sigillanti e pitture, un conglomerato di fibre corte Kevlaro, consente un migliore controllo della viscosità delle resine. Kevlar "Rtp" è un concentrato per rinforzi termoplastici. Il Kevlar assieme al Nomex ed al Tyvek costituiscono i punti più avanzati della ricerca per quanto riguarda la protezione individuale.
CARATTERISTICHE: Unisce ad alta resistenza un peso leggero. Le sue caratteristiche generali sono: alta resistenza alla trazione meccanica a peso basso (cinque volte superiore a quelle dell'acciaio); conduttività elettrica bassa; alta resistenza chimica; restringimento termico basso, praticamente eliminando il rischio di adesione del materiale fuso alla pelle (stabili in un intervallo di temperatura compreso tra i -40°C e 130°C, e praticamente rimangono inalterate fino a 180°C); alta durezza; alta resistenza del taglio; resistente alla fiamma (protegge dal calore fino a 425°C), autoestinguinmento.
IMPIEGHI: E' usata principalmente nei materiali compositi per abbigliamento sportivo e tecnico come guanti e maniche (sono leggeri, comodi e consentono una notevole destrezza e sensibilità tattica) e abiti protettivi (vigili del fuoco, forze di polizia e militari, ecc.); corde e cavi; fabbricazione di vele per imbarcazioni da competizione; balistica e difesa; industria automobilistica a quella del metallo e del vetro.
STORIA - Scoperta nel 1965 dal chimico Stephanie Louise Kwolek, nel laboratorio di Buffalo (New York); è disponibile sul mercato dal 1972.
 
Kid
Voce inglese, che significa "capretto".
Denominazione del giovane capretto della capra d'Angora (kid mohair) che produce il mohair più fine e pregiato.
 
Kilt
Voce scozzese, di provenienza scandinava (kilt "alzare la sottana").
Gonna a portafoglio, cioè sovrapposta sul davanti. In tessuto di lana dalle fantasie a quadri scozzesi tartan che rappresenta i suoi clan (il clan, è il gaelico per "la famiglia"). Per il kilt tradizionale vengono utilizzati  dai sei metri e mezzo fino a otto metri di stoffa, fittamente pieghettata sul dietro e sui fianchi, mentre il davanti è liscio e sfrangiato verticalmente. Si allaccia sul fianco con listini in pelle e viene fermata da una grande spilla in ottone. Appartiene al costume tradizionale della Scozia, dove viene indossata dagli uomini, insieme ad uno sporran, cioè una borsetta di cuoio per trasportare denaro e per proteggere le parti intime, in quanto il kilt è portato tradizionalmente senza biancheria intima. E' accompagnato da un plaid da indossare drappeggiato su una spalla.
Come capo alla moda del guardaroba femminile, la gonna (di solito senza plaid) è stata popolare dagli anni quaranta. Le versioni moderne sono costituite da circa un metro e ottanta di tessuto e non sono conformi alla tradizione scozzese. Furono particolarmente in voga attorno agli anni settanta, quando costituivano un elemento fondamentale del guardaroba delle ragazze  aderenti ai movimenti "Preppie" e "Ivy League". 
Gonna di tendenza avvolgente realizzata in tessuto di lana con una disegnatura a quadri vivace e colorata (tartan); il modello trae ispirazione dal costume nazionale scozzese (il "kilt"), da cui prende anche il nome. Il suo carattere peculiare trova ulteriore conferma ulteriore nella frangiatura decorativa e in una grossa spilla da baglia sulla chiusura
 
Kimono
Voce giapponese, letteralmente ki significa "abito" e mono "cosa" (da indossare).
1. Abito tradizionale giapponese, costituito da una lunga veste generalmente di seta leggera, oppure in broccati sempre in seta però più pesanti (questi sono usati per le cerimonie) o cotone, ricamata o stampata a colori, stretto alla vita da un alta cintura annodata dietro. Tra le varie tipologie di kimono ve ne sono tre principali che si differenziano soltanto nell'attaccatura e nell'ampiezza delle maniche: il kosode ha la manica stretta, l'hirosode ha le maniche ampie e il fuorisode ha le maniche che pendono.
Una parte importante del kimono è rappresentata dall'obi cioè la fascia con cui si chiude il kimono.
La struttura del kimono è estremamente semplice: 4 lunghe strisce rettangolari di tessuto cucite insieme in verticale. La semplicità di questa forma fa si che il kimono ma anche l'obi possono essere piegati lungo le cuciture in forme rettangolari perfette. I modelli di kimono variano a seconda del sesso, della classe sociale e della cerimonia a cui si partecipa. Vengono decorati a seconda delle stagioni (ad esempio: in primavera vi saranno rappresentati degli uccellini in mezzo al verde; in inverno potrebbe essere rappresentato un paesaggio invernale; nei periodi festivi prevalgono disegni di bambù, di pini e di fiori del pruno perché considerati segni di prosperità e di buona fortuna).
Il kimono è una veste estremamente versatile e comprende tutte le componenti di questo abito tradizionale, che può essere composto da una a sei vesti indossate una sopra l'altra. Per un kimono possono servire anche 14 mt. di tessuto a seconda del modello. Gli eccessi del tessuto, durante la realizzazione del kimono non vengono mai tagliati, bensì lasciati dentro ripiegati, così se dovesse essere necessario allungare si può fare. Sopra al kimono si può indossare l'uchikake, una veste aperta ed imbottita che ricade sulle spalle come una stola.
2. Anche tipico indumento indossato da chi pratica lo judo. E' costituito da pantaloni in cotone chiamati zubon, questi sono ampi e robusti, non hanno ne bottoni ne zip in quanto sono sostenuti da un cordone che passa in una cinturina lungo la vita. La casacca, sempre in cotone, più robusto di quello dei pantaloni, anch'essa priva di oggetti metallici e di bottoni; sulle zone più a rischio di strappi cioè il collo e le spalle, vi è un ulteriore rinforzo di tessuto. La cintura chiamata "obi" è sempre in cotone e può essere di diversi colori a seconda del grado (capacità) dell'atleta.
3. Il termine è anche usato per indicare una manica ampia e senza cuciture sulle spalle.
4. Capo di abbigliamento lungo, aperto, nella forma di un cappotto caratterizzato da maniche ampie tagliate con il capo. La vita è stretta da una cintura piuttosto alta. Il kimono affonda le proprie origini in Giappone e rappresenta una comune fonte di ispirazione per l’abbigliamento femminile.
 
King size
Locuzione inglese che significa, letteralmente, "misura da re".
Misura fuori dal normale, più grande dell'usuale.
 
Kitsh
Termine tedesco.
Di cattivo gusto più o meno intenzionale. Si dice di chi si comporta o si veste in modo particolarmente eccentrico e vistoso.
 
Knickerbocker
Termine inglese.
Tessuto fatto con un filato di lana cardata puntinato o rigato di solito, di peso medio, a colori vivaci, sportivo, simile al tweed, con il quale viene a volte confuso.
 
Kodel
Fibra poliestere ( sintesi tra un acido ed un alcool per eliminazione di acqua ).
 
Kompact
Nuovo processo che migliora la pulizia del filato di cotone. Durante il passaggio di affinamento il filato viene passato sopra un cilindro forato rotante che aspirando l'aria al suo centro raggiunge due obiettivi:
1) avvicina tutte le bave.
2) Aspira gli eventuali grossi del filato.
Risultato il filato diventa più uniforme e più resistente (ciò permette anche una minor torsione).