NOTE SUI TESSUTI
Il TESSUTO è un manufatto tessile formato , generalmente , mediante l’intreccio di FILI o FILATI che possono essere costituiti , a loro volta , da FIBRE NATURALI (lana, cotone, lino, iuta, ecc. ) e/o ARTIFICIALI ( viscosa, raion, modale, acetato, ecc. ) e/o SINTETICHE ( poliammidiche/nailon, poliestere, acriliche, aramidiche/nomex, ecc. ).
I MANUFATTI TESSILI sono il frutto di innumerevoli tecnologie (in continua evoluzione) che possono dare prodotti molto diversi uno dall’altro e quindi potremo avere :
A - TESSUTI TRADIZIONALI costituiti da FILI DI ORDITO (lungo il senso della lunghezza della pezza) intrecciati con FILI DI TRAMA (lungo il senso dell’altezza della pezza);
B - TESSUTI A MAGLIA costituiti dall’intrecciarsi di fili solamente di ordito o solamente di trama ;
C - TESSUTI NON TESSUTI o semplicemente NON TESSUTI costituiti da veli di fibre coesionate tra loro ,in modo anche disordinato, per mezzo di vari sistemi (meccanici, aerodinamici, idrodinamici, ecc. ).
In questa sede tratteremo , anche se brevemente, i TESSUTI TRADIZIONALI che sono , come già accennato, costituiti da fili paralleli di ORDITO o di CATENA intersecati , con una certa sequenza, da fili così detti di TRAMA o INSERZIONI , in modo da dare luogo alle più svariate STRUTTURE o ARMATURE come ad esempio l’armatura TELA , OXFORD , SAIA o SPIGA , BATAVIA , RASO , ecc. ( vedere l’allegato 1 / SPE 23 ).
A parità di armatura , un tessuto può diversificarsi per la grossezza del filato ( TITOLO ) e/o per il numero di fili presenti in un centimetro secondo l’ordito e secondo la trama ( RIDUZIONE ). Si vedano a questo proposito negli allegati 2 e 3 / UNI 8492 e UNI 8494 i tipi di tessuti che possono essere impiegati per indumenti da lavoro e per le comunità .
Vedere anche gli allegati 4 e 5 / Moduli Caratteristiche Tecniche dei Tessuti che mostrano due esempi relativi alla determinazione di alcune caratteristiche di due tessuti GREGGI acquistati dalla nostra Azienda e sottoposti al controllo in entrata ( prassi prevista dal SISTEMA QUALITA’ AZIENDALE SECONDO UNI EN ISO 9002 ).
Si possono comunque definire un po’ più precisamente le caratteristiche di cui sopra :
La RIDUZIONE è il numero di fili al centimetro ( fili/cm ) sia in ordito che in trama .
Il TITOLO è l’indicazione della grossezza di un filato che , a causa della sua natura irregolare e comprimibile , non è misurabile ed esprimibile come diametro. Le unità di misura del titolo sono diverse come il TEX , l’ Nec , l’Nm , l’Np , l’Ne , l’ Nel , il Td .
I primi due , TEX e Nec , sono i più usati nel nostro ambito e si possono definire nel modo seguente:
TEX è il rapporto tra il peso del filato e la sua lunghezza prefissata di 1000 metri ; il TEX è direttamente proporzionale alla grossezza , cioè se aumenta la grossezza aumenta il valore TEX e viceversa. Vi sono dei multipli e dei sottomultipli come il kTEX (chilo TEX = 1000TEX ) e il dTEX (deci TEX = un decimo di TEX ).
Il Nec (Numero Inglese Cotone) è il rapporto tra la lunghezza del filato ed il suo peso prefissato di una libbra ( 453,6 g) ; il Nec è inversamente proporzionale alla grossezza , cioè se aumenta la grossezza diminuisce il valore Nec e viceversa.
Vedere l’allegato 6 che mostra la corrispondenza tra le varie unità di espressione del titolo e l’allega- to 7 che dà le formule per il passaggio da TEX a Nec e viceversa ed evidenzia, nel grafico, l’anda-mento di questi parametri del filato con la possibilità di una rapida conversione ,anche se non sempre precisa .
Il PESO UNITARIO ( g al m2 o g / m2 ) esprime il peso in grammi di un metro quadro di tessuto ed è conseguente alla riduzione ( fili/cm ) e al titolo ( grossezza del filo ).
Talvolta il peso di un tessuto può essere espresso in grammi al metro lineare e quindi se si volesse l’espressione in grammi al metro quadro basta dividere la prima espressione per l’altezza del tessuto e moltiplicare questo risultato per 100 :
es. se un tessuto ha peso di 450 g/ml ed una altezza di 150 cm , avrò che i
g/m2 = 450 : 150 x 100 = 300 .
Viceversa se dai g/m2 voglio passare ai g/ml eseguirò, usando i valori precedenti ,
g/ml = 300 : 100 x 150 = 450 .
Una determinazione che riassume, in un certo senso, le precedenti è la RESISTENZA A TRA-ZIONE SU STRISCIA la quale esprime , sia nel senso di ordito che di trama , il carico di rottura
( in kg o in daN ) a trazione che si rileva su una striscia di tessuto larga 5 cm e con lunghezza utile di 20 cm.
Si ricorda che il daN (deca Newton) è praticamente equivalente ad 1 kg , dato che 1 N = 0,102 kg. Tutto quanto visto finora sui tessuti tradizionali concerne la loro struttura fisica , pertanto è ora utile anche accennare all’aspetto chimico in relazione al PROCESSO TINTORIALE ed ,in generale ,
al TRATTAMENTO DI FINISSAGGIO che si rende praticamente sempre necessario prima del loro impiego.
Il PROCESSO TINTORIALE o TINTURA di un tessuto è in sostanza un’applicazione di un colorante sulla sua fibra, tale da conferire al manufatto una tinta sufficientemente uniforme e solida secondo quanto richiesto dalle esigenze di mercato od in particolare dal capitolato del cliente.
Sul colore di un tessuto si possono eseguire numerosissime determinazioni quali :
naturadel colorante , varie solidità del colore come ad es. alla luce , al lavaggio (vari tipi di lavaggio per temperatura , ciclo, ecc), allo sfregamento (a secco e a umido), alla sbianca con ipoclorito, al sudore (acido e alcalino), ecc.
Con i TRATTAMENTI DI FINISSAGGIO si intendono tutti quelle applicazioni che tendono a conferire al tessuto caratteristiche relative “alla mano” ( es. morbidezza ) e/o al suo comportamento durante l'uso . Citiamo alcuni tra i trattamenti più importanti quali il trattamento di IRRESTRIN-GIBILITA’ ( O SANFORIZZAZIONE per avere un tessuto che ,con i lavaggi di manutenzione, non subisca delle variazioni dimensionali eccessive) , di APPRETTATURA ( calibrata in modo da ottenere un tessuto più o meno rigido o morbido ) , di IMPERMEABILIZZAZIONE ( per una tenuta all’acqua/pioggia ), di IDROREPELLENZA / OLEOREPELLENZA ( per una buona resistenza alla bagnatura e allo sporco ), di IGNIFUGAZIONE ( sul cotone per conferire ad esso una certa resistenza al calore / fiamma ), ANTISTATICO ( affinchè il tessuto scarichi più facilmente a terra le cariche elettrostatiche eventualmente accumulate ) , ECC. .
I tessuti possono essere assoggettati a numerosissime altre prove in relazione alle prestazioni che si desiderano verificare, in quanto richieste dall’uso a cui sono destinati . Tali prove possono essere :
RESISTENZA ALLA PERFORAZIONE , RESIST. ALLO SCOPPIO , RESIST. ALLA LACERAZIONE , RESIST. ALL’USURA , RESIST. ALLA FORMAZIONE DI PILLING , IDROREPELLENZA O SPRAY- TEST , PERMEABILITA’ ALL’ARIA , TENUTA ALL’ACQUA , ecc.
Per un buon approfondimento dell’argomento o anche solo per avere sotto mano tutte le problemati-che che esso comporta si può consultare il “MANUALE DI TECNOLOGIA TESSILE” edito da ZANICHELLI / ESAC ,
NOTA - Allo scopo di evidenziare che le NORME UNI trattano anche le FOGGE DEGLI INDUMENTI DA LAVORO si allegano le prime pagine delle suddette NORME ( allegati dall’ 8 al 18 ), tenendo presente che , in genere , le fogge e le tabelle taglie da adottare sono quelle richieste dal cliente o quelle previste dalla nostra Azienda .