11/02/2011 - Grafici Cotone
Luogo: Magnago 11-02-2011
Andamento del mercato sempre in forte rialzo
04-02-2011 Preoccupata dall'eccesso di speculazione, la Borsa statunitense ha avvertito che chiunque detenga posizioni lunghe o corte (cioè all'acquisto o alla vendita) per oltre 300 contratti sul future con scadenza marzo 2011 potrebbe essere chiamato a dimostrare che tale posizione è «economicamente appropriata a ridurre il rischio legato a determinati asset, ad esempio scorte, oppure acquisti o vendite a prezzo prefissato sul mercato fisico».
Il limite di 300 contratti esiste già, così come esiste la possibilità di farsene esentare se si opera a fini di hedging. Quello che la Borsa si appresta a fare, se il
Comitato cotone formalizzerà il provvedimento, è pretendere una prova della necessità di ingenti coperture proprio nel mese di marzo. Una richiesta che difficilmente gli speculatori riusciranno a soddisfare e che quindi potrebbe spingerli a vendere una parte dei contratti, alleviando la tensione sui mercati, che
sta raggiungendo livelli sempre più pericolosi. Ieri le quotazioni hanno ripiegato dal record, a 171,86 cents per libbra (–2,5%).
Al 1° febbraio all'Ice risultavano 85.629 contratti aperti su marzo: in linea teorica, se tutti dovessero concludersi con la consegna fisica della merce, si tratterebbe di trovare 8,6 milioni di balle, che in questo momento semplicemente non esistono. La disponibilità di cotone negli Usa è inferiore a un milione di balle e appena 200mila balle sono oggi certificate per l'eventuale consegna.
La carenza di cotone è reale. E il terribile ciclone che ha appena colpito l'Australia ha aggravato i timori. Mentre i dati sulle semine Usa, attesi per oggi, rischiano di deludere le aspettative: le coltivazioni, secondo gli analisti, si espanderanno, ma non abbastanza da garantire un riequilibrio dei mercati. Intanto dalla Cina – che nel 2010 ha accresciuto l'import dell'86% a 2,84 milioni di tonn. – arrivano voci insistenti su fenomeni di accaparramento. Una conferma autorevole l'ha data al Wall Street Journal Gong Wenlong, ceo del China National Cotton Information Center, ente finanziato dal governo, secondo cui nei magazzini o addirittura nelle case dei coltivatori cinesi ci sarebbero 1,9 milioni di tonn. di cotone, circa il 10% della produzione mondiale.