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07/11/2010 - Non c'è tregua al rally del cotone
Non cè tregua al rally del cotone Luogo: Magnago

Non c'è tregua al rally del cotone  

Sissi Bellomo  10 novembre 2010 

I prezzi del cotone sono ai massimi storici, frutto di un rally vertiginoso che dall'inizio dell'anno li ha fatti esattamente raddoppiare. All'orizzonte, tuttavia, non si intravvede alcun elemento in grado di attenuare la tensione sui mercati. Al contrario. Il dipartimento Usa per l'Agricoltura (Usda) ha dipinto ieri un quadro così drammatico dei fondamentali, da prestare ulteriori argomenti a favore delle già nutrite schiere di rialzisti.
L'Usda ha addirittura pubblicato uno speciale allegato al suo rapporto mensile, il World Agricultural Supply and Demand Estimates, per spiegare nel dettaglio quello che definisce «il più importante motore dei prezzi del cotone», ossia «una carenza di offerta in Cina, che si è rivelata molto superiore alle aspettative». L'Usda, in pratica, ammette di essersi sbagliata e di aver grossolonamente sopravvalutato in passato il livello delle scorte cinesi. Le revisioni sono impressionanti: la stima degli stock finali del 2009-10 è stata ridotta a 18,2 milioni di balle, con un taglio di ben 4,2 milioni (di cui oltre un milione legato all'eliminazione di correttivi statistici che l'Usda aveva applicato erronamente). Per la stagione in corso il governo Usa prevede che la Cina, anche a causa del raccolto deludente, sarà costretta ad importare ben 13 milioni di balle di cotone (+2 milioni rispetto alle attese di un mese fa, che indicavano una sostanziale stabilità dell'import). Questo nonostante un brusco calo dei consumi della fibra: questi caleranno del 6% rispetto al 2009-10, a 47 milioni di balle, prevede l'Usda, «nonostante vi la domanda di prodotti tessili sia in crescita». Il problema è a monte: «Le forniture ridotte a livello globale e i prezzi nettamente più elevati obbligheranno le industrie tessili a ridurre l'attività o a sostituire il cotone con poliestere». Poiché le scorte cinesi si ridurranno ulteriormente alla fine del 2010-11, portandosi a 13,2 milioni di balle (pari al 28% dei consumi), l'Usda è convinta che Pechino ricorrerà a importazioni «significative» anche nei primi mesi della stagione 2011-12.
Come se non bastasse, peggiorano anche le stime relative al maggiore esportatore di di cotone: in seguito alle alluvioni in Texas, gli Stati Uniti produrranno meno (18,4 milioni di balle), ma poiché l'export sarà elevato (15,75 milioni di balle), anche le scorte Usa crolleranno ai livelli più bassi dal 1925 (2,2 milioni di balle). I coltivatori faranno affari d'oro: l'Usda prevede che nella stagione riceveranno in media tra 74 e 86 cents per libbra, prezzi che non si vedevano dai tempi della Guerra civile.

Con lo stesso rapporto mensile l'Usda ha infiammato anche i prezzi dei semi di soia: le stime sulla resa delle coltivazioni Usa sono state tagliate a sorpresa drasticamente, mentre le attese sull'export sono fortemente migliorate (sempre per via degli acquisti cinesi), tanto da spingere a ridurre di un terzo le attese sulle scorte finali, a 185 milioni di bushel: una quantità sufficiente a soddisfare i consumi per appena tre settimane.
 

Da :http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-11-10/tregua-rally-cotone-064303.shtml?uuid=AYCGuTiC